Omicidio Chivasso, i rumeni chiedono la “pena di morte” per i colpevoli.

Omicidio Chivasso

«Processateli in Romania, con la pena di morte». «Il Governo Rumeno dovrebbe chiedere l’estradizione come ha fatto quello Polacco dopo lo stupro di Rimini». «Sono peggio degli sciacalli».
Quando sui siti d’informazione rumeni inizia a rimbalzare , la notizia del fermo (convalidato giovedì) dei quattro italiani sospettati di essere gli assassini di Costel Cornel Calinciuc e Constantin Doru Olaru, lo sdegno si alza con una forza capace di superare ogni barriera, anche linguistica. I due sono i  poveri pastori massacrati a sprangate nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 ottobre a Castelrosso.

La rabbia di un popolo

Il web raccoglie la rabbia di un popolo che chiede giustizia, e che allo stesso tempo teme che trattandosi «solo» di due pastori rumeni questo non avverrà.
Ma Costel Cornel Calinciuc e Constantin Doru Olaru non erano solo due pastori. Erano figli, parenti, amici di tutte quelle persone che da una settimana li piangono senza sosta, anche su Facebook.
E non erano e sono sicuramente solo due pastori, Costel Cornel Calinciuc e Constantin Doru Olaru, per i carabinieri del Capitano Luca Giacolla e del Luogotenente Leonardo Luchena. Infatti, da quel lunedì pomeriggio hanno dedicato ogni loro istante per risolvere uno dei crimini più efferati mai commessi nel nostro territorio.

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Le ultime immagini su Facebook

In un video camminano accanto alle pecore e agli agnelli, accompagnati dai loro cani. In altre foto sono seduti sull’erba, a fumare una sigaretta, a mangiare un panino, a bere qualcosa.
Poi, pochi passi, ed hanno raggiunto il terreno ad ovest di Cascina Poasso dove vi era già ad attenderli una roulotte. Erano mesi che vivevano così, negli alpeggi delle Valli piemontesi e nei prati di pianura. Vivevano praticamente in simbiosi con le settecento pecore loro assegnate dai Pognant di Venaria. Sono i proprietari del gregge che si affidano a personale esterno, secondo gli inquirenti da tempo in contrasto con i Bergero che le pascolano direttamente in tutto il Canavese.