E’ arrivato a Bardassano per caso, da poche settimane, grazie ad un collega di lavoro che lo ha aiutato a trovare una casa dove sistemarsi con la sua famiglia. Ora però Stefano Gasparri  ha lanciato un appello su Facebook per chiedere aiuto. Lui ha un bimbo malato.

Bimbo malato

Questo l’appello su Facebook.  «Vi prego cerco una vettura in regalo, ho due figli e uno è malato – soffre di complicanze respiratorie -, viviamo a Gassino ed ogni emergenza non abbiamo modo di arrivare a farmacie o luoghi di necessità. Ho un lavoro da tre settimane ma viviamo in zona isolata. Se qualcuno avesse in regalo anche un frigorifero, una lavatrice e occorrenti per la casa io ne sarei grato. Non chiedo soldi, avendo da poco un lavoro. Io potrei ricambiare con piccoli lavoretti».

Le risposte

Dopo che l’appello di Stefano Gasparri ha iniziato a diffondersi su Facebook, diverse sono state le risposte. E’ nata una vera e propria rete per la raccolta di alimentari, vestiti per due bimbi di 2 e 4 anni, giochi, lenzuola, coperte ed utensili per la cucina. «Diversi mi hanno contattato – spiega Stefano Gasparri – qualcuno si è già fatto avanti e ci ha portato dei pacchi di biscotti ed altre cose per i bambini. Altri si stanno attivando per raccogliere altro materiale. Ringrazio tutti per la disponibilità che stanno dimostrando. Proprio oggi (sabato 6 gennaio, ndr), mi ha chiamato una signora per dirmi che sarebbe venuta a portare dei pacchi per i bambini. Per fortuna in questo periodo lavoro, ma naturalmente non mancano le difficoltà. Sono comunque alla ricerca di qualcosa di più stabile. Io ho anche esperienze con aziende agricole».

La storia

Quella di Stefano Gasparri e della sua famiglia è una storia davvero particolare, che si è sbloccata proprio sul finire dello scorso anno. «Mia moglie – racconta – è moldava. L’ho conosciuta lì mentre  ero impegnato a lavorare per un’azienda. Poi ci sono stati alcuni problemi, nel senso che  ho fatto, in Moldavia, 52 giorni di carcere, perché sono stato accusato, ingiustamente, di traffico di prostituzione. Un’accusa assolutamente non vera. Dopo che la situazione si è sbloccata, anche con l’intervento dell’ambasciata, siamo riusciti a partire per l’Italia. Lo scorso mese di novembre siamo arrivati a Milano. Per due giorni abbiamo dormito alla stazione Centrale. Poi ci siamo recati alla Caritas, che ci ha pagato una notte in ostello al caldo. Nel frattempo ho lanciato un appello su Facebook. Grazie a questo appello si sono fatte vive diverse persone che ci hanno pagato il soggiorno in ostello. E ci ha contattato anche un’associazione che si occupa del sociale, operativa nella zona di Chieri. Grazie a questa siamo arrivati per qualche giorno proprio a Chieri e poi, con l’interessamento di un collega, qui a Bardassano».

L’arrivo a Bardassano

E proprio qui a Bardassano, poco per volta, Stefano Gasparri vuole cercare di ricostruirsi una nuova vita, in un ambiente per ora sconosciuto che sta cercando di conoscere. Ho perso 4 anni della mia vita in Moldavia, con la paura di non poter più rientrare in Italia. Per fortuna quel periodo è passato. Ora però il mio desiderio è quello di poter restare qui. Grazie ad un collega che mi passa a prendere tutte le mattine, perché di strada, riesco ad andare a lavorare. Per fortuna  diverse persone ci stanno dando una mano». Passato il periodo delle feste, durante il quale anche l’attività in municipio è stata ridotta, l’intenzione di Stefano Gasparri è anche quella di rivolgersi in municipio, per poter portare avanti tutte le pratiche necessarie al fine di  essere riconosciuto a tutti gli effetti come un cittadino gassinese.

Gli aiuti  nel sociale

Di sociale da sempre, per Gassino e gli altri Comuni della collina si occupa il Cisa, il Consorzio intercomunale socio assistenziale, che comprende anche San Mauro, Castiglione, San Raffaele, Sciolze, Rivalba e Cinzano. Tra le prerogative proprie del Consorzio c’è anche l’aiuto alle famiglie che sono in difficoltà ed hanno bisogno di una mano.
L’auspicio, dunque, è che in qualche modo la situazione di Stefano e la sua famiglia possa effettivamente arrivare ad una conclusione positiva. «Non conosco questo territorio – conclude lo stesso Stefano -. E’ la prima volta che mi trovo da queste parti. Arrivare qui a Gassino, ed in particolare a Bardassano, per me è stato assolutamente un caso. In questi giorni sto  cercando anche di orientarmi e di conoscere i nomi delle vie  e dei paesi. Certo, un’auto ci permetterebbe di risolvere i problemi legati agli spostamenti, anche per le cure dei nostri bambini, che hanno bisogno di necessità. Ringrazio in anticipo tutti coloro che volessero darci una mano. Lascio il mio numero 3466431648».