Centrale biometano, in questo momento si sta svolgendo l’incontro con la popolazione a Rondissone.

Centrale biometano, l’incontro

Sta prendendo il via in questo momento l’incontro con la ditta Ferplant. Persico, tecnico dell’azienda proponente ha il compito di presentare il progetto. L’impianto, che sarà discusso nuovamente in Conferenza dei Servizi , la ditta ha scelto di realizzarlo a Rondissone.

Il pubblico

Numeroso il pubblico in sala. Tra i presenti molto appartenenti ai movimenti ambientalisti. Oltre all’Amministrazione di Rondissone è presente anche quella di Verolengo, Torrazza Piemonte e Mazzè. Per il primo è presente il sindaco Rosanna Giachello con il consigliere Claudio Casarin. Per il sccondo il primo cittadino Massimo Rozzino e il consigliere Annamaria Memmo mentre per Mazzè è presente il sindaco Marco Formia.

L’impianto

E’ importante la produzione di metano perchè un combustibile molto sostenibile. E’ fondamentale al giorno d’oggi perché ci permette di aumentare la nostra autonomia, limitando le importazioni. In questo impianto si utilizza l’umido organico e il verde così da creare biometano e compost di qualità. Risorse a chilometro zero. In questo impianto non sarà necessario usare l’acqua a differenza di molti altri. Recupereremo l’anidride carbonica che naturalmente viene immessa in atmosfera. Per noi non è un rifiuto ma una risorsa da utilizzare nel settore industriale o florovivaistico.
Marta Garrone è l’altro ingegnere al tavolo dei relatori che spiega che il capannone sarà in pressione rispetto all’aria esterna così da non far uscire gli odori: “Noi abbiamo studiato un progetto nel quale utilizzare l’acqua piovana da gestire oltre a quelle delle fognature. Vicino all’impianto vogliamo posizionare aree verdi così che sia integrato sul territorio. Tutto fatto perché crediamo che questo impianto si debba realizzare. E’ un impianto sostenibile. Vogliamo aprirlo a tutti voi, alle scuole e ai cittadini. Un luogo dove insegnare l’educazione ambientale. Noi abbiamo deciso di seguire alcuni esempi virtuosi come Faedo che ha ricevuto anche la Bandiera Verde da Legambiente. Vogliamo che sia un esempio per il territorio”.

Presente l’avvocato

Al tavolo dei relatori anche l’avvocato Anteo Massone di Torino. Legale incaricato dal Comune per seguire la questione: “L’impatto ambientale è stato discusso in Conferenza dei servizi lo scorso 12 giugno. La posizione del Comune è una posizione non negativa. Il Comune si rimette alla Città Metropolitana ma è favorevole perché non risultano problematiche per la salute. Inoltre, è a 500 metri dalle prime abitazioni. In quella sede diversi interventi. Sono state richieste diverse integrazioni. Gli elementi sono l’utilizzo del biometano, sull’impianto odorigeno e gestione delle acque. In più approfondimenti sull’impianto viabilistico. E, infine, anche sull’impatto acustico notturno. Io, invece, ho chiesto delle opere compensative. Opere pubbliche che possano essere messe a disposizione della popolazione. La società si è dimostrata favorevole”.

L’intervento di Barbara Squillace

“Il paese, come anche chi abita vicino all’area dove sarà realizzato l’impianto, non conosceva questo impianto. L’abbiamo fatto noi da soli e siamo contrari.A Rondissone, anche in questo caso, manca una minoranza che si faccia portavoce della popolazione. Abbiamo raccolto quasi 300 firme per farci ascoltare dall’Amministrazione. Noi vogliamo difendere il territorio, il nostro paese. Questo è il nostro slogan. Noi non abbiamo detto cavolate ma abbiamo spiegato perché la Città Metropolitana ha sospeso il progetto”.

L’intervento di Fabio Tomei e le risposte

“Noi siamo a favore del recupero dei rifiuti perciò siamo favorevoli. Ma le condizioni sono due: che sia realizzato bene e che sia posizionato nel posto giusto. Gli agricoltori accetteranno di utilizzare il compost che voi produrrete al costo di 5 euro alla tonnellata? Questo paese differenzia il 52% dei rifiuti, vuol dire che il rifiuto organico sarà molto impuro perciò sarà difficile ottenere un compost di qualità. Se gli agricoltori non lo vorranno, sarà un altro rifiuto da smaltire. E poi biometano, interessante. Siamo stupiti dalla superficialità del progetto, cioè di quanto andrà in rete o in bombola. Come si fa a non sapere in quali percentuali. Vi chiedo dove andrà a finire? E si possono visitare vostre attività? Abbiamo degli esempi, solo. E il rischio esplosioni e incidenti? C’è qualche cenno di autorizzazione da parte dei Vigili del Fuoco? E poi ancora il piano regolatore visto che ad oggi si presentano attività agricole: le eccezioni che invocate non mi sembrano molto inerente. Mi sembra ci sia un contrasto”.

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A rispondere è l’amministratore dell’azienda: “L’esperienza è un impianto autorizzato a passare a 80mila tonnellate che produce egregiamente compost venduto a 30 euro a tonnellata. E poi biometano e biogas. Se l’impianto si farà e si potrà avere un laboratorio autorizzato, gli agricoltori potranno scegliere se acquistarlo o meno. Il materiale viene trattato già in un altro impianto. La raccolta è una prerogativa degli enti pubblici e sarà fornito dai consorzi. Per quanto riguarda le esplosioni sarà presente la valutazione dei Vigili del Fuoco per l’autorizzazione. Il rischio è limitato perché il biometano è limitato nelle tubature. Per quanto riguarda il piano regolatore la legge prevede che sia realizzato su aree agricole.

La differenziata

Il vicesindaco Maurizio Martin: “La raccolta differenziata di Rondissone è intorno al 64%. Non è vero che sia al 52%. Così come Torrazza, abbiamo un buon risultato”.

Una casa in mezzo alla zona industriale

A grande voce una donna, mamma di figli, esprime la sua contrarietà perché abita a venti metri dal luogo dell’impianto. Ad intervenire è il sindaco De Ros: “I condomini 2001 non sono un centro abitato. E neanche questa palazzina che dovevano essere uffici negli Anni Settanta. Poi sono stati trasformate in case. E’ una situazione strana. Le cose che vi sono state dette non sono vere, sono notizie false e tendenzioso. Il porta a porta non vi ha spiegato le cose corrette, nessuno brucia rifiuti”.

Rifiuti Zero Piemonte

“Ci lascia perplessi la materia prima. Al momento attuale il piano dei rifiuti prevede una riduzione del rifiuto, anche dell’umido. Perciò si rischia poi una carenza di materia prima. Sareste obbligati ad importarli. Queto è un punto molto critico perché non si dovrebbe applicare la gerarchia dei rifiuti europea ma si andrebbe a violentare. Ma non riuscite a recuperare una struttura aziendale per questo utilizzo al posto di dover intervenire su un’area agricolo proprio per non consumare il territorio. Una scelta già della Provincia quando c’era Saitta al Governo. Ci sono poi mancanze nel piano finanziario”.

Franco Giovannini

“Ho presentato delle osservazioni in Città Metropolitana. Non mi sembra che sia di utilità nazionale questo impianto perciò non trovo corretto in area agricola. Vorrei poi sapere le compensazioni. E poi il rischio e il fastidio. Questo incontro, per trasparenza, era da fare sei mesi fa, prima dell’avvio dell’iter”.

Sindaco Rozzino

Il sindaco ha chiesto uno studio sugli odori per evitare danni al territorio. Ho chiesto anche le verifiche idriche. Questioni che saranno trattate in Conferenza dei servizi.