Salvatore Lo Presti, firma storica della Gazzetta dello Sport, ha pubblicato un libro che raccoglie l’epopea dei 26 giocatori argentini (fino ad oggi) che hanno indossato la maglia della Vecchia Signora

La coppia dei sogni Dybala e Higuain non è fonte di ispirazione solo per i tifosi della Juventus, ma lo è stata anche per Salvatore Lo Presti, firma storica della Gazzetta dello Sport, che ha pubblicato «Tango Bianconero». Libro che raccoglie l’epopea dei 26 giocatori argentini (fino ad oggi) che hanno indossato la maglia della Vecchia Signora. «L’idea di scrivere queste pagine mi è venuta quando, preso atto che la squadra aveva messo in piedi un tandem d’attacco tutto argentino, sono andato a cercare se ci fossero dei precedenti ed ho trovato che gli argentini della Juventus sono stati ben 26 dal 1913, e che nessun’altra nazione, neanche il Brasile o la Francia, ne ha ospitati così tanti. Fra questi ventisei c’erano molti oriundi, tre campioni del mondo con l’Italia (Orsi e Monti nel 1934 e Camoranesi nel 2006) e campionissimi come Omar Sivori, Renato Cesarini, David Trezeguet. Qui è scattata la scintilla, diventata fiamma quando ne ho parlato con l’Editore».
Più di 250 pagine per un viaggio in bianconero attraverso l’epopea argentina che va al di là dall’essere un manuale con date incise nella storia del calcio del club torinese. Ma è anche uno spaccato dal punto di vista sociale del periodo storico in cui i 26 argentini hanno indossato i colori del club torinese, ben scritto, ricco di curiosità, con la vita con alcuni di questi attori protagonisti che sembra uscita dalla penna dell’autore come se fosse un romanzo e, invece, è tutta realtà. Italia-Argentina non solo dal punto di vista calcistico, ma anche come rotta privilegiata dell’immigrazione di inizio secolo, quello scorso; si avverte che c’è stato un grande lavoro di ricerca. «Per lo più, trattandosi di campioni che non sono più tra noi, si è trattato di un lavoro d’archivio», conferma l’autore. «Ho trovato vecchi ritagli di giornali, monografie più o meno recenti, fra cui un bellissimo libro su Cesarini (dal titolo emblematico “Zona Cesarini”) ispirato in gran parte da Omar Sivori. Ed è stato un lavoro abbastanza lungo, due o tre mesi a frequentare biblioteche (cartacee ed on-line), libri, ritagli di giornale … Mi sono stati molto d’aiuto un paio di amici giornalisti argentini, soprattutto per la bellissima storia dei fratelli Boglietti e per alcuni dettagli su molti altri giocatori, specie i meno conosciuti. A scrivere ed assemblare il tutto ci ho messo un paio di mesi o poco più». Un omaggio a tanti campioni per il quale chiediamo all’autore se per caso uno di questi campioni abbia avuto qualche reazione. «No, non si è “palesato” nessuno. Mi ha ringraziato la nipote di Sivori, ma l’avevo rintracciata io per farle avere il libro».
Maurizio Vermiglio