Lavori al duomo, ecco i tesori della chiesa di Chivasso.

Lavori al duomo

Sono partiti da mesi i lavori al duomo. È infatti Cinzia Avanzi la restauratrice scelta da don Davide Smiderle che lavora con altri cinque colleghi nel ponteggio posto nella navata destra del Duomo. «Lavorare all’interno di questa chiesa – spiega – è come trovarsi in un libro di storia dell’arte dove si passa dallo stile neogotico alle pitture e decorazioni dell’800 in un’alternanza di stili. Opere che a causa del tempo e delle infiltrazioni d’acqua, sono stati ritrovati in uno stato decisamente precario».

I danni

Proprio i danni dovuti all’acqua,hanno danneggiato la volta e la presenza di stuccature cementizie. Opere infatti realizzate nel tempo hanno peggiorato la situazione trattandosi di materiali in grado di condurre l’umidità.
«I lavori hanno richiesto molto tempo e la costante approvazione della Sovrintendenza di Torino ma ci hanno permesso di intervenire rimuovendo gli intonaci. E poi le stuccature e le macchie scure grazie a degli impacchi. Realizzati  infatti con carta giapponese imbevuta con sostanze in grado di rimuovere le efflorescenze saline». Continua la restauratrice, spiegando come siano state necessarie delle malte naturali confezionate direttamente nel cantiere per stuccare piccole penetrazioni fino a lacune di ampie dimensioni.

Ma quali sono i segreti della volta?

«Il Duomo prima dei lavori aveva ovunque un colore grigio scuro dovuto al fumo delle candele. Poi, dopo averla ripulita la volta è diventata color avorio. Mentre, sulle pareti laterali è comparso un colore ocra che verrà riprodotto anche sulla navata di sinistra; i vari passaggi di pulitura hanno poi permesso di riportare alla luce le firme dei pittori che hanno affrescato la Chiesa».

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Il duomo da riscoprire

Il Duomo che i fedeli potranno (ri)scoprire sarà quindi più luminoso, le sue pitture saranno ripristinate nelle parti mancanti con colori a calce mentre i dettagli più particolari, come i volti delle figure rappresentate, potranno vantare un ritocco finissimo con acquerelli a tavolozza.
«E’ stato un lavoro lungo che toccherà dopo questa prima navata anche quella di sinistra per continuare con quella centrale e concludere con il presbiterio: l’intento è di portare avanti il restauro con continuità tra un lotto e l’altro ma le variabili che possono intervenire sono tante», conclude Cinzia Avanzi ringraziando Alessandro Gastaldo Brac, direttore della Curia di Ivrea, la direzione dei lavori, l’Ispettore di competenza della Sovrintendenza e, ovviamente, don Davide Smiderle «Per l’entusiasmo e l’energia messi in campo anche di fronte a un lavoro decisamente impegnativo, a dimostrazione della volontà di riportare il suo Duomo all’antico splendore».