Mancano altri 1300 atti dall’ufficio ragioneria del Comune di Rondissone.

1300 atti mancanti

Un’amara scoperta per il Comune di Rondissone: mancano 1300 atti dall’ufficio ragioneria del Comune. Impossibile quindi per il primo cittadino Miriam De Ros arrivare in consiglio comunale per parlare del rendiconto di gestione del 2017 e non toccare il tasto dei debiti che questa Amministrazione ha scoperto. E che sta, piano piano, pagando per riportare in attivo questo Comune.
E proprio nell’analizzare la situazione dell’anno pregresso che De Ros ha spiegato ai consiglieri presenti e all’esiguo pubblico: «Noi siamo partiti con un disavanzo al 31 dicembre 2015 di 503mila euro senza contare i 125 mila euro di debito. Abbiamo poi cominciato a risparmiare creando un avanzo di 30mila euro e questo ha fatto sì che il disavanzo diminuisse. Nel 2016 c’è stato un miglioramento ma solamente perché abbiamo pagato i debiti e non abbiamo speso nulla. Quest’anno si è scesi a 228mila euro di debito, un buon miglioramento. Ci mancano però ancora 290mila euro da pareggiare. Con le nostre azioni abbiamo dunque ridotto di 350mila euro circa il debito senza contare il debito fuori bilancio».

Le spese

Ma alcune spese, come ha spiegato sempre De Ros, sono state necessarie. Spese che ha presentato nel corso della seduta di giovedì 7 giugno: «Abbiamo dovuto acquistare attrezzature per l’ufficio tecnico. Poi,  operare per la manutenzione degli edifici, manutenzione straordinaria automezzi, l’acquisto di computer e programmi, nuovi loculi, nuovi beni protezione civile. E poi ancora spese per l’adesione al Consorzio Bacino 16, per la manutenzione del servizio idrico. Si è inoltre provveduto alla sostituzione dei pali dell’illuminazione pubblica. Alla manutenzione di strade e piazze, per la scuola materna e primaria, interventi di pubblica illuminazione. Senza contare che abbiamo ancora 170mila euro di mutui da pagare in due rate».

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La scoperta

Ma quello che ha lasciato tutti senza parole, anche le minoranze è stato l’ennesimo disastro trovato nell’ufficio ragioneria: «La società che ci ha predisposto il rendiconto ha dovuto realizzare 1300 atti perché mancanti. La Procura e la Prefettura sono naturalmente informati. Le distrazioni poi si pagano…». De Ros non ha proseguito su questa situazione difficile che ancora una volta hanno scoperto.