Morto Mimmo Càndito, giornalista di guerra arrivato a Crescentino insieme alla moglie Marinella Venegoni, sindaco per due legislazioni di questa città.

Mimmo Càndito, giornalista di guerra

Si è spento, dopo aver combattuto contro un brutto male per molti anni, il giornalista di guerra nonché docente universitario e ancora scrittore Mimmo Càndito. Originario di Reggio Calabria, aveva cominciato questo lavoro che amava al Lavoro di Genova. Era il 1970 quando aveva scelto di lavorare a La Stampa. Un grande professionista che non si è mai tirato indietro. Sempre in prima linea per seguire quello che accadeva in ogni parte del mondo, dall’Africa al Medio Oriente, dall’Asia alle rivoluzioni del Sud America. Càndito era stato poi in Afghanistan, in Kosovo e alle Falkland per la guerra tra Gran Bretagna e Argentina. Un uomo speciale che Crescentino ha saputo apprezzare e che ha accolto a braccia aperte quando era giunto in città con la moglie Marinella Venegoni, anche lei giornalista nonché sindaco per due mandati di questa città.

Morto Mimmo Càndito inviato di guerra

Il ricordo della moglie

Marinella Venegoni ricorda il marito. “Se n’è andato l’ultimo gentiluomo”, mi ha appena detto un’amica. Gentiluomini ce ne saranno ancora, ma Mimmo, mio marito per 44 anni, era un uomo speciale: oltre che un gran bell’uomo, come anche questa foto testimonia. Per me, il più bello di tutti. Ma era anche di una generosità e di una signorilità rare, come testimoniano tante persone in queste ore. Era un uomo colto, libero che aveva sfidato la morte tante volte nel suo mestiere di corrispondente di guerra, ma mai se n’era vantato.  Un uomo integro che non conosceva la piccolezza dei maneggi e delle bugie, ed entrava in rotta di collisione facilmente, con chi li praticava.  I suoi studenti dell’Università hanno cercato di dare l’ultimo esame con lui fino a giovedì scorso, lui era pronto a riceverli ma io l’ho dissuaso. Respirava male, era terribilmente stanco, mi sembrava una crudeltà inutile. Tante crudeltà terapeutiche già subite in questo ultimo terribile mese, sempre con il sorriso e senza un lamento.  Mimmo era così. Mi piace pensare che adesso sia tornato sereno senza doverlo essere per creanza. Mi piace sperare che si goda il suo riposo dopo tante sofferenze.  Tanto amore, Mimmuzzo mio”.

I funerali

Saranno celebrati martedì 6 marzo i funerali di Càndito. Una celebrazione che sarà ospitata nella chiesa parrocchiale di Crescentino alle 15.30. In molti in queste ore, intanto, hanno voluto ricordare questo uomo simbolo del giornalismo italiano.