Agenti immobiliari non ci si improvvisa. Aiutare un cliente a comprare o vendere una casa, piuttosto che cercare concretamente affari da proporre, non è un’attività da tentare «tanto per far qualcosa». Anzi, si tratta di una professione molto seria e che richiede requisiti ben precisi. Tanto per cominciare non bisogna aver pendenze giudiziarie né precedenti per reati di associazione a delinquere o riciclaggio. In secondo luogo servono buone maniere, educazione e savoir-faire: camicia stirata e cravatta non bastano se poi si trattano le persone con modi da buzzurro! Infine, per diventare agente immobiliare è necessario aver frequentato un corso di formazione . E aver superato un esame in relazione al ramo di mediazione scelto.

Serve sostenere un esame

Le modalità degli esami sono previste ed indicate nel decreto ministeriale 300 del 1990 (facilmente visionabile in rete). Prevede due prove scritte e una prova orale. Le prove scritte vertono su materie giuridiche e su materie tecniche, e a esse si aggiunge la prova orale. Questo per l’iscrizione alla sezione agenti immobiliari e dei mandatari a titolo oneroso nel campo immobiliare, mentre una sola prova scritta e una orale servono per l’iscrizione nella sezione degli agenti merceologici o per gli agenti in servizi generici. In alternativa, la legge 57 del 2001 prevede un periodo di pratica di (minimo di 12 mesi) in un’agenzia autorizzata, con seguente obbligo di frequenza di uno specifico corso professionale.

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Agenti immobiliari, serve pazienza

In generale, vale sempre la regola della buona misura: non bisogna pretendere di far subito tanti soldi, le agenzie immobiliari più longeve e durature (fra cui molti franchising) testimoniano che il guadagno arriva col tempo e con quanti più clienti si riesce a soddisfare. Il «passaparola» fa miracoli: chi lavora bene e in modo onesto viene sempre ricompensato dai risultati (anche economici).