Bruciano edicola, i cittadini si danno appuntamento per ricostruire la struttura.

Bruciano edicola

Nella notte tra il 14 e il 15 aprile l’Edicolarte per Aurora è stata incendiata. Il progetto è nato un anno fa dalla curatrice d’arte Togaci, con la messa in opera di Luj Vacchino, per dare bellezza a un’edicola abbandonata in mezzo a due mastodontiche fabbriche. Infatti, lì sorgono le OGM, Officine Grandi Motori, che a Torino producevano motorinavali.
Nel quartiere multietnico Aurora in un anno sono stati prodotti 30 interventi artistici. Questi, hanno creato una stratificazione corale di opere in un’operazione di arte urbana recensita e apprezzata in tutta Europa. Togaci, curatrice che vive tra Roma e Torino, ha voluto omaggiare un panorama post  industriale unico in Italia. A ridosso del centro di Torino è abitato da una moltitudine culturale che ricorda i quartieri artistici di New York, Berlino e Londra.

Un progetto collettivo

“Ringrazio tutti gli artisti che hanno avuto la capacità di esporsi in un’opera collettiva – ha spiegato Togaci – che prevedeva la sovrapposizione di un intervento all’altro, cancellando in parte l’opera di un altro artista, con la consapevolezza e il bisogno di sentirsi in tanti, uniti e partecipi di un progetto unico di arte contemporanea”.
La disponibilità degli artisti ha costruito una comunità attorno all’Edicolarte per Aurora coinvolgendo abitanti, critici d’arte, commercianti, associazioni e la rete nazionale di edicolanti:
“L’arte non si ferma. Infatti il fuoco di stanotte non ha distrutto l’edicola e nemmeno l’idea corale ma ha prodotto maggiore coesione intorno ad essa. “Come per i campi di grano, che a fine stagione vengono bruciati per le nuove semine, così questo fuoco non ha distrutto nulla per noi. Anzi diventa spunto per essere più determinati e certi della bontà di questa operazione. Da qui ripartiamo”.

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La ricostruzione

“Oggi ricostruiamo l’edicola alle ore 15 – spiegano i responsabili del progetto – mentre  govedì 19 aprile alle  18 ci ritroveremo per ideare un progetto ancora più forte”.