Delitto Rosboch la mamma di Gabriele Defilippi è libera.

Il processo

Caterina Abbattista è libera. La madre di Gabriele Defilippi era indagata con l’accusa di concorso in omicidio volontario. La donna era costretta all’obbligo di dimora nella sua residenza a Gassino, ma da ieri, martedì 6 febbraio, sono decadute le misure cautelari nei suoi confronti. Permane, invece, l’obbligo di firma una volta alla settimana, alla Polizia Giudiziaria.

Le celle telefoniche

«Non è possibile che dall’ospedale di Ivrea il telefono di Caterina Abbattista si sia collegato alla cella di Montalenghe. Le possibilità che ciò avvenga sono inferiori all’1%. In tal caso il gestore telefonico avrebbe registrato la particolarità». A parlare è stato l’ultimo tecnico incaricato dall’accusa. Le celle telefoniche sono al centro delle prove che incastrerebbero Abbatista, ma la donna continua a sostenere di aver svolto regolarmente il proprio turno di lavoro. Martedì 6 febbraio sono state così ascoltate due sue colleghe, del reparto di pediatria e del nido di Ivrea.

Le testimonianze

«Iniziamo a preparare i pasti dopo le 18.30. – ha spiegato la responsabile Gianna Faletti – Dopo di che, una volta giunti in reparto, provvediamo alla distribuzione, che non è mai la stessa perché dipende dalle patologie dei pazienti. In media impieghiamo 20 minuti, ma ci possono essere ritardi. E’ un orario critico». Il 13 gennaio 2016, giorno dell’omicidio di Gloria Rosboch, Abbattista era in  servizio? «I reparti pediatria e nido sono vicini, ma non collegati: restano in due piani diversi, non posso dire con certezza se c’era, anche perché quel giorno lei sarebbe entrata dopo di me». Ascoltata anche un’altra collega, che ha spiegato come molti fossero a conoscenza della truffa messa in atto dal figlio: «Non le ho mai detto di sapere, spesso cercavo di chiederle, mi diceva sempre che il figlio più grande (Gabriele) era via dall’amico a Pinerolo».