Juve ndrangheta, verso il processo d’appello

Juve ndrangheta

I rapporti tra Juve e ‘ndrangheta sono al centro del ricorso in Appello presentato sia dalla Procura che dai condannati in primo grado. I pm Monica Abbatecola e Paolo Toso vogliono riportare alla sbarra il chivassese Fabio Germani,  difeso dall’avvocato Michele Galasso e assolto perché il fatto non sussiste, e alcuni esponenti della famiglia Raso, assistiti dal legale Cosimo Palumbo.

Le accuse della Procura

Secondo la Procura, la ‘ndrangheta si sarebbe inserita nel mercato della vendita dei biglietti attraverso Rocco Dominello, di Montanaro, amico di Germani e figlio di Saverio, che davanti al Gup aveva ammesso di essere stato affiliato. Padre e figlio sono stati condannati in primo grado, ma il loro avvocato  Domenico Putrino ha presentato ricorso in Appello.

Contatti importanti

Sempre secondo la Procura Dominello avrebbe avuto la possibilità di avere rapporti diretti con la società (del tutto estranea al procedimento). Anche con personaggi del calibro del direttore tecnico  Marotta,  dell’allenatore Conte, del capitano Buffon e del presidente Agnelli.