Muore giovane, la Collina è sconvolta: aveva 18 anni.

Muore giovane

Diciotto anni sono davvero troppo pochi per morire. Papà Piero Prinetto e mamma Daniela hanno trascorso tutti i giorni assieme al loro Nicolò. Cercando di donargli tutto l’amore che solo due genitori buoni, premurosi e attenti come loro potevano garantire ad un figlio. Seppur in una situazione di continua difficoltà. Già, perché Nicolò era malato, sin dalla nascita. Le sue problematiche, certo importanti, però, non hanno mai rappresentato un peso per i suoi genitori. Infatti gli sono stati accanto sempre, fino all’ultimo momento, cercando di vivere nel migliore dei modi ogni istante con il loro amato figliolo. Fino a lunedì 2 aprile, il giorno dopo Pasqua, quando Nicolò è venuto a mancare, proprio in braccio a mamma Daniela.

Messaggi di cordoglio

In queste giornate caratterizzate dal grande dolore sono tanti i messaggi di cordoglio e le testimonianze di affetto che i genitori di Nicolò stanno ricevendo. Parole semplici, il più delle volte, che con il tempo potranno certamente essere di sollievo per superare ed accettare un momento durissimo come quello rappresentato dalla perdita di un figlio. Certo, il dolore resterà sempre, ma i ricordi potranno rappresentare una consolazione. Un sollievo per poter mantenere viva per sempre la memoria di Nicolò nel corso degli anni.
In tanti hanno partecipato con cordoglio alla cerimonia funebre, che si è svolta giovedì scorso nella chiesa gassinese di San Pietro e Paolo. C’erano le maestre, che nel corso degli anni hanno sempre cercato di sostenere ed aiutare Nicolò negli studi, e c’era tanta gente comune, colpita anche dalla giovanissima età del ragazzo.

La scuola a casa

Non potendo frequentare la scuola come i suoi compagni, Nicolò era seguito dalle insegnanti direttamente a casa. «Persone splendide – sottolinea mamma Daniela – che hanno sempre cercato di aiutarlo nel migliore dei modi. In questi giorni ci siamo davvero resi conto di quanta gente ci sta vicino. Molte persone che non ci saremmo neanche aspettate hanno preso parte al funerale e ci hanno espresso la loro vicinanza. Li ringraziamo per il loro affetto».

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La bicicletta a tre ruote

Pur non potendo muoversi liberamente come un ragazzo normale, Nicolò aveva anche una sua bicicletta. «Gliel’ho costruita io assieme ad un amico, a tre ruote, per permettergli di stare seduto tranquillo. Durante la bella stagione lui amava stare fuori al sole, al caldo». La grande fortuna di Nicolò, nella sua breve vita, è stata quella di avere al suo fianco due genitori che lo hanno sempre seguito ed accompagnato in ogni cosa, fino all’ultimo. Purtroppo non senza delle difficoltà concrete.

«Non è stato facile in certe situazioni – puntualizza il papà Piero – riuscire a sostenere i diritti di un ragazzo che si trova nelle condizioni in cui era Nicolò. Abbiamo trovato molte persone con un cuore d’oro, che ci hanno dato una mano senza chiedere nulla in cambio, solo con amore, ma anche delle porte in faccia, che ci hanno creato non poche problematiche. Nonostante questo noi abbiamo continuato a batterci per portare avanti i diritti di Nicolò».