Maurizio Formia, di Mazzè, avrebbe creato un metodo per correggere la postura dei pazienti inserendo una placca in bocca

E’ arrivata nell’aula del tribunale di Ivrea, la vicenda giudiziaria che vede come protagonista Maurizio Formia, 46 anni, residente a Mazzè, ma attivo anche a Tavagnasco ed in tutto il Nord Italia a processo per esercizio abusivo della professione medica. L’uomo, diplomatosi all’Itis Olivetti d’Ivrea e al conservatorio di Torino, avrebbe creato un metodo per correggere la postura dei pazienti. Nello specifico, Formia avrebbe inserito nelle bocche dei suoi pazienti dei rialzi collocati al fondo della mandibola. In base alle indagini dei carabinieri del Nas, coordinate dalla Procura della Repubblica, tali prescrizioni, sarebbero dovute essere fatte solo da medici, per tanto è scattato il rinvio a giudizio.
I casi di cui si sarebbe occupato, sarebbero centinaia. Le querele nei suoi confronti, sono state fatte da due dentisti veri, che hanno dovuto curare pazienti che si erano sottoposti alle cure, pubblicizzate su internet. Addirittura sul sito «Trattamento biomeccanico posturale – meccanismo O.g.» vi è la possibilità di fare offerte in denaro, per sostenere il metodo.
Secondo le testimonianze degli specialisti veri, si tratta di un sistema che avrebbe portato molti scompensi alle persone da loro visitate, tanto che sono stati proprio loro ad avvertire le autorità: «Ho conosciuto il metodo di Formia perché un mio collaboratore doveva fare la tesi di specializzazione e ci siamo imbattuti nel sito. Mi è sembrata una cosa molto strana. Qualche tempo dopo nel mio studio si sono presentati due pazienti che si erano sottoposti al trattamento. In entrambi i casi i danni erano rilevanti. Uno in particolare non mi sono sentita di prenderlo in cura, perché era troppo grave. Formia gli aveva inserito dei rialzi nella parte posteriore della bocca, che avevano causato seri danni muscolo scheletrici. Entrambe le persone avevano anche problemi psicologici».
Un’altra specialista ha presentato un esposto all’ordine dei medici, segnalando il metodo Formia: «Ho lo studio a Modena ed un mio assistito si è rivolto a Formia per i suoi problemi posturali. Sono rimasta veramente basita quando ho scoperto che questo signore, dava indicazioni via mail su come regolare il supporto, che è un’apparecchiatura medica e va prescritta dopo una visita».
Nel procedimento si sono costituiti parte civile, l’ordine dei medici e l’associazione Andi.