‘Ndrangheta e droga arrestato Bruno Trunfio.

‘Ndrangheta e droga arrestato Bruno Trunfio

C’è anche il chivassese Bruno Trunfio, classe 1969, tra gli arrestati di questa mattina, mercoledì 22 novembre. L’operazione “Bellavita” è stata condotta dai Carabinieri del Ros. L’imponente indagine condotta dagli investigatori dell’Arma era finalizzata a sgominare un’organizzazione dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e alla detenzione illecita di armi.

I dettagli dell’operazione

E’ in corso in questi minuti la conferenza stampa di presentazione dell’attività. Si svolge al Comando Provinciale dell’Arma di Torino. Qui gli investigatori stanno infatti presentando il bilancio del blitz andato in scena in queste ultime ore.

Gli inquirenti stanno svelando tutti i retroscena dell’operazione “Bellavita” che ha coinvolto decine di militari italiani che hanno lavorato, congiuntamente con i colleghi spagnoli.

Il punto con gli investigatori

“Troverete nomi inseriti nel retroterra”, hanno spiegato gli inquirenti, “in cui si inserisce il fenomeno che abbiamo fotografato in quest’attività”. Nomi, infatti, come Beppe Belfiore che a Torino ha un particolare significato. “Parliamo di un soggetto che non sia stato ancora perfettamente inquadrato nel fenomeno di tipo mafioso”. “Ma comunque legato anche lui al narcotraffico”.

Nel contesto c’erano anche altri nomi illustri. E infatti, “Vi era Rocco Piscionieri”. Un soggetto morto nel corso di quest’anno a causa di un male incurabile. Il suo nome era emerso anche nel corso delle indagini legate all’omicidio del Giudice Bruno Caccia. Infatti, come hanno sottolineato gli inquirenti, “Una volta estradato in Italia e interrotta l’esecuzione della pena a causa delle sue condizioni di salute, aveva incontrato Schirripa e ne aveva raccolto le confidenze”.

Bruno Trunfio

Il nome del chivassese figura tra quello dei soggetti che hanno partecipato, a vario titolo, nel traffico internazionale di stupefacenti. “Sintomatico che avesse avuto un ruolo specifico in questo traffico anche Bruno Trunfio”. Hanno spiegato gli inquirenti. “Che invece una condanna per mafia nel corso del processo Minotauro già l’aveva conseguita”. A differenza, infatti, di alcuni dei soggetti coinvolti e arrestati che non erano mai stati condannati per questo genere di reati. Secondo gli inquirenti quello del chivassese Trunfio era un ruolo di supporto logistico.

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Quale il ruolo di Trunfio nell’organizzazione

“Aveva compiti logistici”. Hanno confermato gli investigatori. “Forniva il proprio appoggio nelle operazioni di trasporto e di traffico”. Anche nelle fasi finali e, “in parte finalizzava anche il commercio degli stupefacenti. Individuava i depositi e anche i potenziali clienti”.

 

 

La droga viaggiava nel doppiofondo delle auto – LE FOTO

Nel corso delle indagini è emersa anche la modalità di trasporto delle sostanze stupefacenti. I trafficanti utilizzavano, in particolare, vetture modello Fiat Croma. Veniva, infatti, allestito un vero e proprio doppiofondo all’interno del quale nascondere i panetti di droga. Per ogni trasporto, hanno stimato gli inquirenti, venivano nascosti circa 300 – 400 chili di stupefacenti. Il volume di sostanze stupefacenti che alimentava questo traffico illecito è stimato su alcune tonnellate all’anno.

I depositi

Elemento non da poco, ancora, nella ricostruzione del traffico internazionale di stupefacenti riguarda proprio i depositi utilizzati. All’interno di magazzini e altri locali veniva infatti stivata la droga in attesa di essere smistata ai compratori finali. Non erano situati soltanto nella provincia di Torino. Alcuni, infatti, i carabinieri li hanno individuati anche a Novara e nella provincia di Vercelli.