Omicidio Chivasso, caccia ai killer.

Omicidio Chivasso

Ammazzati per aver sconfinato con le loro pecore in un pascolo «proibito». Questo l’atroce possibile movente del doppio delitto di Castelrosso, tanto che i carabinieri sarebbero già sulle tracce di altri due guardiani di bestiame. Infatti, le vittime avrebbero avuto una violenta discussione con loro prima di essere uccise.

Le indagini

Il primo ad arrivare a Castelrosso è il pubblico ministero Giuseppe Drammis, della Procura della Repubblica di Ivrea, accompagnato dagli uomini del Nucleo Operativo di Chivasso.
Dopo pochi minuti ai piedi del traliccio c’è anche il medico legale dell’AslTo4, Olga Veglia. Con il capitano Luca Giacolla inizia ad esaminare il primo cadavere, quello ai piedi del traliccio. Lascia poi il campo ai tecnici della Sezione Investigazioni Scientifiche di Torino. Intanto, uno dopo l’altro vengono accompagnati in caserma i colleghi dei due poveri pastori. Per tutto il tempo sono rimasti a vegliare il cadavere riverso nel prato.

Caccia ai killer

Al momento le indagini proseguono a 360°, e non è chiaro nemmeno quale possa essere il movente. Si tratta di un delitto talmente efferato che non ha precedenti nel nostro territorio.
Stando ad una prima ricostruzione, i due giovani pastori, Constantin Olaru Doru e Corniel Calinciuc sarebbero stati aggrediti nella loro roulotte dopo la mezzanotte.

Fuggiti in direzioni diverse

Fuggiti in direzioni diverse, uno a sud e l’altro a est, sono stati raggiunti e massacrati a colpi di pala. Poi, per cancellare le tracce, la roulotte è stata data alle fiamme.
Al momento di andare in stampa i carabinieri di Chivasso stavano ancora sentendo tutte le persone che conoscevano i due. In particolare si cercano altri due pastori con cui le vittime dell’atroce delitto avrebbero litigato per questioni di terreni su cui far pascolare le loro pecore.

 

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