Omicidio Chivasso,  due pastori ammazzati senza pietà a Castelrosso

Omicidio Chivasso

Quanto vale la vita delle persone? In certi mondi poco, molto poco. Le cronache, lontano fino ad oggi dalla nostra Chivasso, sono pieni di pastori assassinati per due pecore, per un pascolo, per una bottiglia di birra, per debiti di pochi euro. Non sappiamo, ancora, cosa sia successo nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 ottobre nelle campagne di Castelrosso. A qualche centinaia di metri dalla Cascina Poasso.

La denuncia di scomparsa

Questa storia, questo giallo, inizia martedì mattina. Infatti, alle 9, una grossa Mercedes si ferma davanti alla cascina. Al volante il padrone delle pecore al pascolo lì vicino, un imprenditore di Venaria.
«E’ da ieri sera che non sento più i miei due pastori, non rispondono al telefono e la loro roulotte è bruciata», dice a chi incontra. «Chiami i carabinieri», gli rispondono.
Così fa, senza perdere altro tempo.
Il Capitano Luca Giacolla capisce subito che deve essere successo qualcosa ad entrambi. Roulotte bruciata, telefoni spenti, e invia sul posto i militari della Stazione, coordinati dal Luogotenente Pasquale Santoiemma, e del Nucleo Operativo, Luogotenente Leonardo Luchena.
Non è facile arrivare in quella zona, tra rovi e campi di mais appena trebbiato.

La Roulotte in fiamme

La roulotte fuma ancora, non è rimasto più nulla, intorno abbaiano i cani, senza più una guida, e le pecore. Ci sono altri dipendenti dell’azienda agricola, fanno quello che possono con il gregge perché anche a loro interessa solo trovare i loro amici, e per qualcuno parenti, Doru Constantin Olaru e Costel Cornel Calinciuc, 28 anni e 38 anni.

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Il ritrovamento dei cadaveri

Il primo corpo lo trovano in un campo, tra le stoppie, la testa nella polvere frantumata da colpi di pala. Ha addosso i vestiti del suo lavoro, pantaloni robusti e camicia a quadretti, intorno, per metri e metri, nulla che possa far capire cosa sia successo.
Si alza l’elicottero, da Volpiano, a Castelrosso arrivano altre pattuglie dell’Arma che setacciano la zona palmo a palmo. Si parte dalla roulotte, si pensa che il pastore sia stato ucciso dal collega, poi scappato, fino a quando la radio segnala a tutti che è stato ritrovato anche il secondo corpo.
E’ ai piedi di un traliccio, a tre quattrocento metri di distanza, anche lui con la testa spaccata a colpi di pala.
E’ un duplice omicidio, le cose si complicano.
Marco Bogetto