Omicidio Settimo, a due mesi di distanza la famiglia si sente abbandonata.

Omicidio Settimo

Erano le 7.40 di domenica 15 ottobre quando al mercato del libero scambio Barattolo di via Carcano, è stato ucciso un uomo. La vittima era Maurizio Gugliotta, 51 anni, nato a Catanzaro ma residente a Settimo Torinese in via Verdi. Sul posto immediato l’arrivo degli agenti della Polizia Municipale Torino, chiamati da alcuni cittadini. Sono loro che hanno fermato un cittadino di nazionalità nigeriana di 27 anni, Kahlid Be Greata. E’ lui che aveva accoltellato alla gola Gugliotta.

La famiglia

La famiglia della vittima dell’omicidio sin da subito aveva chiesto silenzio. Aveva chiesto di non strumentalizzare quella morte per fini politici. Eppure, intorno a questa brutta pagina di cronaca, molto è stato detto. Sono state chieste le dimissioni del primo cittadino di Torino Chiara Appendino, le proteste di Salvini. Ma oggi questa famiglia si sente abbandonata da tutto ciò. Da tutti coloro che prima invece sembravano aver preso a cuore la loro storia. Nessuno ha detto più loro nulla. Vivono in condizioni difficili. L’unica entrata economica è lo stipendio del figlio maggiore, assunto come magazziniere per un mese. Anche dell’uomo che è stato arrestato non sanno più nulla, l’unica cosa di cui sono a conoscenza è che si trova in carcere.

Leggi anche:  Piante pericolose obbligatorio tagliarle

L’appello della vedova

Nonostante abbia sempre cercato di tenere lontani i media, la vedova ora lancia un appello per salvare la sua famiglia. Sia lei che il figlio disoccupato di 20 anni cercano un lavoro. Infatti, vivono in una situazione di precarietà. Con un unico stipendio e tante spese da sostenere.