Ristoratore morto commozione in tutta la città.

Ristoratore morto

“Ciao papà, hai smesso di soffrire e ti ringraziamo per tutto quello che hai fatto per noi. Ci mancherai tanto”. Sono le parole dei figli di Giuseppe Fiorenza, lo storico proprietario del bar osteria il “Cantun”. Meglio conosciuto come Pino del “Nazionale” di piazza Annunziata. Che hanno riecheggiato nella chiesa di Santa Maria Bambina gremita per l’ultimo saluto. Pino aveva solo 58 anni e ha lottato per due lunghi anni contro un male che lo stava divorando per spegnersi nella notte di mercoledì.

Una famiglia distrutta

Lascia tre figli, Iris, Irene e Pietro e la moglie Tiziana che con lui ha condiviso l’amore. E il lavoro, rilevando nel 1996 lo storico Bar Nazionale di piazza Annunziata, trasformandolo nell’Osteria ‘l Cantun, un’avventura la loro che ha portato sacrifici e soddisfazioni. Amava il suo lavoro e amava stare con la gente, sognava un centro storico ricco di manifestazioni ed era sempre in prima fila per organizzare eventi che rendessero il Borgo più animato.

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L’ultima battaglia

Pino Fiorenza ha cercato di combattere anche questa sua ultima battaglia, fino all’ultimo. Ha cercato di rendersi utile aiutando la moglie dietro il bancone. Lei è una donna forte che dopo la malattia del marito ha gestito l’Osteria in maniera esemplare ed è stata accanto a lui fino all’ultimo giorno. Venerdì tutta la città, sindaco e assessore al commercio in testa, si sono stretti ai familiari per l’ultimo saluto durante il quale la canzone di Renato Zero “Ovunque sei” e un scroscio di applausi hanno accolto l’uscita del feretro. E ora chissà se il sogno di Pino Fiorenza di avere un Centro Storico più vivo non possa diventare realtà.