Mercoledì 11 ottobre, tardo pomeriggio. Nel giro di pochi secondi, i carabinieri del Nucleo Operativo di Chivasso, coordinati dal Capitano Luca Giacolla e dal Luogotenente Leonardo Luchena, e supportati dai colleghi di vari reparti della Compagnia, circondano quegli stessi giardini bloccando ogni possibile via di fuga da via Po, viale Vittorio Veneto e via Corti.
«Saltavano da tutte le parti – raccontano alcuni testimoni – sia i carabinieri che i ragazzini che cercavano di scappare».
Alla fine, di ragazzini, tutti minorenni, i carabinieri ne bloccano dieci. Abitano in zona, chi a Chivasso chi a Brandizzo chi a Cavagnolo, e tutti vengono controllati.
Zaini, tasche. I carabinieri cercano droga, e loro lo sanno, tanto che qualcuno cerca di disfarsene lanciandola a terra, dietro alle panchine che circondano la piattaforma di cemento realizzata dove anni fa sorgeva una fontana.
Alla fine, il risultato conferma i sospetti degli inquirenti.
Addosso a due ragazzini, classe 2000, minorenni per pochi mesi, i carabinieri trovano nove grammi di marijuana, più che sufficiente per giustificare l’accusa di «detenzione ai fini di spaccio». Spaccio che avviene proprio al parco, tra i bambini che giocano a palla, tra quelli che vanno in bicicletta, tra chi gioca sullo scivolo o sulle altalene. A casa di uno di questi baby spacciatori, la sorpresa: un rotolo di nastro della Polizia Muncipale di Chivasso e di un permesso ZTL, entrambi rubati da un’auto di servizio dei «civich». Per questo, il diciassettenne è stato denunciato anche per ricettazione. Ma non è finita qui. Altri due minorenni, del 2001, vengono segnalati alla Prefettura di Torino come assuntori di sostanze stupefacenti. Sedici anni appena e già una serie di problemi con la giustizia che avranno sicuramente ripercussioni sulla vita quotidiana.