Valanga simulata nelle valli con i soccorritori.

Valanga simulata

Si è conclusa nel pomeriggio di oggi, martedì 6 febbraio, una importante simulazione di una valanga ad Alagna Valsesia, nel vercellese. Alle 9 è partita la macchina logistica per un intervento di soccorso su una possibile valanga nel territorio. All’arrivo sul luogo dell’incidente, gli operatori hanno incontrato un figurante-testimone. Quest’ultimo, quindi, raccontava di aver visto 6 escursionisti inghiottiti nella neve. In realtà il campo valanga era stato preparato nei giorni scorsi da alcuni tecnici. Tutto all’insaputa delle squadre per rendere più realistico lo scenario. Qui erano stati nascosti sotto la neve 3 manichini e 3 figuranti in carne e ossa.

Chi ha partecipato

La simulazione ha coinvolto numerosi soccorritori specializzati attivi, quotidianamente sul territorio. Come gli operatori del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas Piemonte), dagli operatori del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di stanza a Riva Valdobbia (VC) e i Carabinieri di Alagna. Si è trattato di un’esercitazione unica nel suo genere poiché non pianificata in anticipo. Infatti i tecnici intervenuti sono stati chiamati senza preavviso come in un intervento reale.

L’obiettivo

Era quello dimettere alla prova gli operatori sull’utilizzo dell’ARTVA (Apparecchio per la Ricerca del Travolto da Valanga) e le 2 Unità Cinofile da Valanga presenti. Ma non solo, infatti era finalizzata anche all’impiego di altre alle strategie di coordinamento e collaborazione tra i componenti dei due corpi. I figuranti fingevano quindi infortuni tipici dei travolti da valanga. Pertanto  necessitavano di specifiche tecniche di estricazione e stabilizzazione da effettuarsi in collaborazione tra gli operatori e la componente sanitaria del Cnsas Piemonte. Mentre i manichini, inoltre, rappresentavano le vittime della slavina e richiedevano una lavoro di coordinamento tra i volontari del Cnsas Piemonte e dell’autorità pubblica rappresentata da Sagf e Carabinieri per la rimozione delle salme.

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I commenti

«Si è trattato di un test molto utile – ha dichiarato Fabio Loss, Capostazione Cnsas Piemonte di Alagna -. Perché ci ha consentito di misurare la reattività dei nostri operatori in una situazione più reale possibile. A differenza delle esercitazioni classiche, abbiamo valutato la rapidità dei tecnici nel presentarsi in condizioni di operatività sul luogo dell’incidente. L’aspetto positivo è legato alle piccole complicazioni emerse a livello di coordinamento tra corpi. E di comunicazione sul terreno perché offrono nuove sfide operative per rendere il nostro servizio più efficiente».