Vivono al gelo con bambino di 3 anni. Questa famiglia, che viveva a Monteu da Po, è stata costretta a lasciare casa sotto il gelo di questi giorni. Una situazione veramente difficile.

Vivono al gelo

Madre, padre, un bambino di tre anni: tutti costretti a lasciare casa sotto il gelo di questi giorni. La coppia vive a Monteu ormai da nove anni, viene dalla Romania; ad un tratto, dopo un’altra morosità, il padrone di casa sceglie di sfrattarli.

L’appello al Comune

Allora il padre decide di rivolgersi alle istituzioni per ottenere momentaneo alloggio in una casa sfitta, di proprietà del Comune. La risposta? «Prima di tutto il sindaco mi fa: “Non è che tu vieni così come ti pare, tu devi chiedere un appuntamento” e quindi non ha voluto parlare con me. Poi due giorni dopo porto una lettera in Comune e tempo due ore al telefono c’è l’assessore che dice che non l’abbiamo scritta noi quella lettera. Siamo in Italia da nove anni, non siamo ignoranti: sappiamo scrivere. Poi aggiunge: «Scordatevela quella casa lì, perché non ce n’è proprio», così, senza nessuna indicazione. Torniamo dopo, e ci dicono che è inagibile. Dopo ancora, dicono che c’è da fare un bando per assegnarla. Ora, o è una cosa o è un’altra: a noi questa cosa non suona. Ci hanno anche detto: «O andate alle Case Alice o vi arrangiate».

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La replica del sincaco

Il sindaco Vittorio Covacci, d’altra parte, fornisce una ricostruzione della faccenda: «I signori sono venuti due o tre volte, pretendendo la casa in piazza Bandiera a Monteu che il Comune vorrebbe usare per altre iniziative. Io ho avuto un atteggiamento collaborativo verso la famiglia: avevano bisogno di una casa, ne abbiamo trovato loro una, a Casa Alice a Brusasco. Se rifiutano quella non posso farci nulla: ho fatto il mio. Sulla lettera invece non mi pronuncio, la vicenda non è stata seguita da me in prima persona e quindi non affronto questo aspetto».