Gruppo storico sfrattato l’appello all’europarlamentare.

Gruppo storico sfrattato

Aveva promesso battaglia il vice presidente del Gruppo Storico Militare “Carlo Emanuele II” Bruno Sacco. Dopo essere stati sfrattati dalla villetta di corso Macchiavelli si era infatti rivolto al sindaco Roberto Falcone, ma senza ottenere i risultati sperati. La vicenda è arrivata all’Europarlamentare Alberto Cirio che, apprendendo dagli organi di stampa la tensione venutasi a creare, ha scritto al Primo Cittadino.

La lettera di Cirio

“Caro Sindaco, sono originario di Alba e da alcuni mesi ho l’onore di presiedere la Giostra delle Cento Torri, la realtà che riunisce tutti i Borghi della mia città. Sono loro ad animare, con la storia e il folklore, quello che per le colline di Langhe e Roero è l’evento più importante dell’anno: la Fiera internazionale del Tartufo bianco di Alba. Se la Fiera è un successo è anche grazie a loro, perché i turisti che visitano il nostro territorio, gli stranieri in particolare, amano il calore e l’atmosfera che i gruppi storici sanno ricreare. Ho avuto modo di conoscere il vostro Gruppo Storico e credo, Sindaco, che le persone che lo compongono e la loro vitalità siano una risorsa preziosa per Venaria. Per questo mi rivolgo alla sua sensibilità, nella speranza che possa essere individuata una soluzione, il più possibile condivisa, nell’interesse del nostro territorio piemontese che, anche a livello di offerta turistica, ha nel folklore dei suoi punti di forza”.

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La reazione del sindaco

Irremovibile il primo cittadino Falcone che, proprio durante i lavori degli Stati Generali in Mandria, aveva auspicato a tutte le associazioni di lavorare in sinergia per il bene della città. Il gruppo storico, però non ha titolo per restare nella Villetta. E questo non solo è stato verificato dagli uffici competenti, ma è stato più volte comunicato dal settore Patrimonio alla stessa associazione. In assenza di requisiti per noi fondamentali, quali promuovere iniziative sul territorio o essere domiciliati come associazione in Venaria, e non presso il Palazzo comunale come in questo caso, è stato impossibile rinnovare la concessione scaduta già a ottobre scorso.

L’appello

“Mi appello a Lei signor Sindaco che ha avuto la fortuna di rappresentare una città Reale, non ci abbandoni. Nel nostro piccolo facciamo conoscere la storia sabauda ai giovani e la storia non si dimentica. Non buttiamo via vent’anni di sacrifici abbiamo rappresentato la città di Venaria in ogni parte d’Italia e all’estero. Le nostre rappresentazioni descrivono la vita della corte , la vita quotidiana della Venaria Reale e del Duca Carlo Emanuele II che ne volle la sua realizzazione. Senza una sede dove deporre le nostre armi, i nostri abiti noi non potremmo più portare avanti la nostra associazione, non chiudeteci la porta”.