Chiude ex Seat, 400 licenziamenti e 241 trasferimenti a Milano. E’ questa la decisione che i lavoratori, con i sindacati, hanno contestato mercoledì 7 marzo.

Chiude ex Seat

La Italiaonline, l’ex Seat, dunque ha ufficialmente comunicato ai lavoratori che porteranno alla chiusura della sede di Torino. Una decisione, infatti, che i sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil hanno contestato mercoledì 7 marzo. Tanti i lavoratori che hanno partecipato allo sciopero di 8 ore e un’assemblea davanti alla sede dell’azienda, in corso Mortara a Torino.

I sindacati

Hanno proclamato uno sciopero importante i sindacati che spiegano che, senza alcun preavviso, l’azienda ha dichiarato 400 esuberi, 241 trasferimenti coatti verso Milano, la chiusura della sede di Torino e la cessazione delle attività sul territorio nazionale. I sindacati poi scrivono: “Abbiamo immediatamente replicato che è ancora vigente un accordo siglato che prevede già un massiccio ricorso alla cassa integrazione a rotazione ed a zero ore sino a giugno 2018. E prevede massicci investimenti. Reputiamo scorretto l’atteggiamento ed inaccettabili i toni paternalistici usati nella comunicazione diretta con i lavoratori da parte di chi, nuovamente, si sottrae ad un confronto serio con i rappresentanti dei lavoratori. Le OO.SS. Nazionali dichiarano lo stato di agitazione permanente”.

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L’assessore Pentenero

Dunque Gianna Pentenero, assessore regionale al lavoro, ha incontrato i lavoratori durante lo sciopero. “Ho incontrato i lavoratori diItaliaonline davanti alla sede torinese di corso Mortara. – scrive – Ho detto loro che non sono soli e non lo sono stati in questi anni: dal 2015 l’azienda è stata convocata più volte dalla Regione Piemonte, si è presentata una sola, consegnando un paio di slide al posto di un piano industriale credibile. Poi ha evitato qualsiasi confronto con le istituzioni locali. I licenziamenti e i trasferimenti annunciati non sono accettabili. Nell’incontro del 16 al ministero dello Sviluppo economico l’azienda venga a spiegare le sue intenzioni, la Regione Piemonte, naturalmente, farà fino in fondo la sua parte”.