Elezioni politiche 2018. Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, fa un’analisi post voto e chiede l’azzeramento dei vertici del suo partito.

Elezioni politiche 2018

Il dato delle elezioni ormai è certo. In Piemonte ha vinto la coalizione di centrodestra. Il partito più votato, invece, nella maggior parte dei casi è il Movimento 5 Stelle. Il Pd e il centrosinistra escono sconfitti. E per loro è il momento di un’importante riflessione, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

Il commento di Chiamparino

“Non c’è dubbio che siamo di fronte a una sconfitta nostra e di tutta la sinistra, sia sul piano nazionale che in tutto il Piemonte. Ad eccezione di qualche isola torinese. Per quanto riguarda ancora il torinese, e solo il torinese, è evidente che se il centrosinistra fosse stato unito forse non avremmo perso in alcuni collegi. Al posto di quegli esponenti del centro destra che hanno già le bottiglie in fresco da stappare alle prossime regionali, la prenderei con una certa calma. I punti si contano quando le bocce sono ferme. Ogni elezione ha la sua storia, un anno è lungo e possono succedere molte cose, sia a livello locale che nazionale. Ricordo di aver vinto, nel 2001, da sindaco a Torino quando Berlusconi trionfava in tutta Italia. Sul piano nazionale, mi sembra che si imponga l’apertura di una discussione congressuale, partendo ovviamente dall’azzeramento dei vertici. Il problema però non può essere solo questo o quel segretario o segretaria. Il tema è in tutta evidenza ritrovare l’identità e il programma di una sinistra che sappia governare guardando ai giovani, alla crescita e all’inclusione sociale”.

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