È innegabile: la montagna stimola l’appetito. Saranno tutte le calorie bruciate tra uno slalom e una discesa libera, sarà che quando si stacca dalla solita routine dedicarsi ai piaceri della gola è una delle passioni irrinunciabili, sarà la quota delle vette alpine, resta il fatto che a Pila non potrete assolutamente esimervi dal provare le tante delizie che la tavola locale vi riserva. Scegliete uno dei numerosi rifugi che lungo le piste offrono ospitalità agli sciatori.
Come raccontato nel VIDEO individuate il tavolo con la vista più bella e voilà, lasciate fare all’oste, raccomandandogli soltanto di servire le specialità del luogo.

Salumi speciali

Con il pane nero di segale, si sposa alla perfezione il bianco e delicato Lardo di Arnad, dolce e profumato. E poi c’è il Jambon de Bosses, prosciutto di montagna a denominazione di origine protetta, stagionato in quota, prodotto in quantità limitata. Straordinario per la sua unicità è il Bodeun, sanguinaccio preparato con patate bollite alle quali vengono mescolati cubetti di lardo, barbabietole rosse, vino, spezie e aromi naturali.

Tradizione casearia

Altro capitolo meritano i formaggi che hanno reso celebre questa terra nel mondo, a cominciare dalla Fontina, prodotta con latte crudo intero, ottenuto da bovine di razza valdostana. Oppure le tome, come la Vallée d’Aoste Fromadzo (che significa “formaggio” in patois), realizzato con latte misto di mucca e capra e che al palato propone un aroma particolare di erbe e fiori di montagna. La Toma di Gressoney è considerata un prodotto di nicchia, difeso dal Presidio Slow Food. E’ un formaggio dalla forma piccola, con massimo 30 centimetri di diametro e non è facile da trovare in commercio. Si distingue dalle tome valdostane per il fatto di essere prodotta con latte crudo munto a mano, utilizzando tecniche di lavorazione molto antiche. Per i cultori dei latticini, non va dimenticato il Bleu d’Aoste, formaggio erborinato a pasta morbida, oppure la Brossa, più cremosa, e considerata una prelibatezza.