L’azienda del Caffè Hag, che ha annunciato la procedura di licenziamento, non partecipa al tavolo della Regione.

Caffè Hag, l’azienda non partecipa al tavolo

Il tavolo convocato dalla Regione Piemonte dopo la decisione annunciata dal gruppo Jde di chiudere lo stabilimento di Andezeno e avviare la procedura di licenziamento collettivo per tutti i 57 dipendenti non si svolgerà, come previsto, mercoledì 3 ottobre per l’indisponibilità dell’azienda a partecipare. Lo conferma una nota dell’assessorato al lavoro della Regione Piemonte che ha fatto il punto sulla situazione aziendale.

Il commento dell’assessore Gianna Pentenero

“Ribadisco la richiesta rivolta alla multinazionale olandese proprietaria dell’impianto, dove si producono due storici marchi di caffè, a rivedere la propria decisione, individuando soluzioni alternative che consentano il mantenimento della produzione e dei posti di lavoro sul nostro territorio”. Spiega così l’assessore al lavoro Gianna Pentenero che oggi, martedì 2 ottobre, ha incontrato una delegazione di lavoratori in Consiglio regionale.

“Poco plausibile la scelta di non partecipare”

“La scelta di cessare l’attività e di non partecipare al tavolo regionale con i lavoratori e le istituzioni è poco plausibile. La Regione Piemonte resta naturalmente pronta a riconvocare le parti in qualunque momento, mantenendo aperto il canale del dialogo”, continua la nota dell’assessore regionale al lavoro.

La manifestazione in centro a Torino

Sempre nella mattinata di oggi, martedì 2 ottobre, una delegazione di lavoratori ha protestato in centro città, a Torino. Una dimostrazione per far valere le proprie ragioni e per sensibilizzare le istituzioni sul destino dei 57 lavoratori del centro di Andezeno, nella collina torinese.

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Le altre reazioni

Rispetto alla vicenda del tavolo con la Regione Piemonte, nelle ultime ore, si sono espressi anche i rappresentati di Fratelli d’Italia. “Salta il tavolo regionale sulla chiusura dello stabilimento di Andezeno? La proprietà si rifiuta di sedersi e ascoltare i lavoratori? Se la notizia fosse confermata sarebbe un fatto gravissimo. Di Maio chiami la proprietà. Il Ministro faccia valere le ragioni dei lavoratori che in modo assurdo sono lasciati a casa da un giorno all’altro nonostante i bilanci siano sempre stati in attivo”. Commenta Augusta Montaruli, parlamentare torinese per Fratelli d’Italia.

“Sfruttare un marchio”

“L’atteggiamento della proprietà infatti e’ tipico di chi vuole sfruttare l’italianita’ di un marchio ma fregarsene dell’Italia: inaccettabile.” Afferma Augusta Montaruli, parlamentare di Fratelli d’Italia. Aggiunge Maurizio Marrone, dirigente nazionale FdI: “Bisogna finirla con l’arroganza di chi pensa di venire in Italia a mettere le mani sui marchi di qualità Made in Italy e poi lasciare i lavoratori per strada: se questo è il governo del cambiamento si faccia rispettare invece di fare spallucce come i precedenti”.