Capre e pecore  sbranate dai lupi.Sono stati censiti 10 branchi di lupi. Proprio ieri davamo notizia del Piano conservazione e gestione del lupo in Italia presentato dal ministro Costa (M5S) e che cancella l’ipotesi di procedere con abbattimenti selettivi.

Capre e pecore sbranate

«Salviamo le migliaia di pecore, le capre sbranate e le mucche sgozzate, uccisi lungo tutta la Penisola dove la presenza del lupo si è moltiplicata negli ultimi anni con stragi ai danni degli allevamenti». E’ quanto afferma Fabrizio Galliati, vice presidente di Coldiretti Piemonte, in riferimento al Piano lupo presentato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Fabrizio Galliati prosegue: «Occorre difendere gli allevatori che, con coraggio, continuano a presidiare le montagne. In Piemonte, come in tutta Italia la presenza di branchi di lupi sta scoraggiando l’attività di allevamento, mettendo a rischio anche il tradizionale trasferimento degli animali in alpeggio. Ci aspettiamo un impegno concreto per tutelare un bene comune con un sostegno pubblico a sistemi di difesa appropriati e un tempestivo e adeguato rimborso dei danni. Senza se e senza ma».

La stima dei lupi

Michele Mellano, direttore di Coldiretti Torino, informa: «La maggior parte dei lupi presenti in Piemonte è stata campionata in provincia di Cuneo e nel torinese, con una stima minima di 151 lupi. Nella zona alpina del Piemonte, da tre branchi riproduttivi, documentati nel 1999, nell’arco di vent’anni, si è passati a quantificare la presenza di 27 branchi nel 2015-16. Sempre secondo i report del progetto europeo Life WolfAlps il lupo è ormai presente su tutto il territorio montano subalpino. Non solo, aumenta in numero, distribuzione e densità, raggiungendo anche le zone collinari. Nella provincia di Torino, secondo il censimento ci sono almeno 10 branchi e 3 coppie, per un totale minimo di 46 lupi, considerando anche il branco documentato in Val Soana dal Parco Nazionale del Gran Paradiso. I risultati sia delle stime della consistenza numerica sia della distribuzione confermano quindi che la popolazione di lupo in Piemonte è in espansione sia a livello spaziale, sia a livello demografico».

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Situazione insostenibile

«Sulle Alpi la presenza del Lupo, negli ultimi tre anni, è triplicata. E’ una situazione ormai insostenibile per le nostre imprese che, con coraggio, continuano a presidiare le montagne e a garantire la bellezza del paesaggio – rimarca e chiude Fabrizio Galliati –. A rischio spopolamento ci sono diversi territori montani. In attesa di conoscere i dettagli del nuovo Piano lupo serve un rilevante impegno dalla Regione Piemonte affinché in sede della Conferenza Stato-Regioni si possa velocizzare l’iter e rafforzare il Piano lupo, tutto là dove necessario. A livello territoriale servono misure coraggiose per controllare e contenere i lupi e gli ibridi cane-lupo. Occorre altresì il risarcimento dei danni e del mancato redditi: vanno previsti ulteriori premi economici a supporto delle difficoltà cagionate dal lupo agli allevatori».

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