Case popolari a Crescentino, Carmine Speranza interviene dopo l’intervista al sindaco: «Ferrero l’ha assegnata senza delibera».

Case popolari

Tra i primi atti del sindaco Vittorio Ferrero c’è, come lui stesso ha affermato, la donazione di una casa popolare di proprietà del Comune di Crescentino ad una coppia di persone senzatetto. Un alloggio presente in frazione San Genuario.
Un’emergenza alla quale il sindaco ha fatto fronte, ma sulla quale però intervengono coloro che fino al 25 maggio sedevano al suo posto, cioè l’ex sindaco oggi capogruppo d’opposizione Fabrizio Greppi e l’ex vice oggi consigliere Carmine Speranza.

La minoranza bacchetta il sindaco

«Quando ho letto le parole di Ferrero sono sobbalzato – ha spiegato Greppi -. Ho dedotto che quella che ha assegnato a questa coppia non sia una casa di sua proprietà bensì del Comune di Crescentino. Dunque gli consiglio di utilizzare dei termini più appropriati quando parla da sindaco. Si tratta di un’assegnazione fatta in maniera un po’ anomala poi di un bene comunale perché lui stesso dice di avergliela data sotto la sua responsabilità. Ma quale responsabilità? C’è un regolamento da seguire. Dunque mi chiedo se questo sia stato rispettato. Non è perché l’ho approvato io che ora non sia più valido solo perché un altro è sindaco».
Greppi però non finisce qui: «Forse l’avranno occupato in un modo poco ortodosso, cioè prima dell’assegnazione. Questo non lo sappiamo, come non sappiamo se hanno denunciato la Tari e seguito l’iter corretto. Sono molto preoccupato per come verrà gestita la questione degli alloggi popolari e delle emergenze abitative. Spero che la metodologia scelta non sia quella adottata durante l’Amministrazione Venegoni quando disastrosamente la collettività si trovò a dover coprire 300mila euro».

Speranza spiega la situazione

Ma la questione non finisce certamente qui perché queste persone avevano già bussato alle porte del Comune quando alla guida c’era ancora Greppi come spiega Speranza: «Tre mesi fa sono venuti da me in ufficio. Mi sono messo subito al lavoro per dargli un alloggio. Avevamo a disposizione quello di San Genuario. Ho parlato con Mascara, responsabile del servizio che è mio testimone, e siamo riusciti ad averlo vuoto in modo tale da darglielo. D’accordo anche l’allora assessore Giuseppe Arlotta e tutta la Giunta. Ma quando ho detto a queste due persone che l’alloggio era a disposizione in frazione mi hanno risposto di no, che loro lo voleva a Crescentino. A quel punto gli ho spiegato che nel capoluogo non erano presenti alloggi e che non sapevo come fare per accontentare la sua richiesta. Adesso che Ferrero venga a dirmi che ha donato la casa a questi due signori mi fa sorridere e ridere. Queste persone, inoltre, hanno perso l’alloggio dove vivevano perché non pagavano il mutuo. Io comunque la promessa l’ho mantenuta, questa coppia non aveva voluto capire che l’unica casa era a San Genuario. Vorrei capire perché prima no e ora si. Al sindaco poi voglio ricordare che le case popolari non può assegnarle senza una delibera di Giunta e una determina dell’ufficio. Documenti che non sono stati prodotti perché la prima Giunta ancora non si è svolta mentre queste persone è già da una decina di giorni che hanno preso possesso della casa. Dunque, il sindaco Ferrero deve fare attenzione perché amministrare un Comune non è come amministrare casa propria. Io, comunque farò un’ opposizione dura, chi sbaglia paga. Non faccio sconti a nessuno».

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