Da San Mauro al Bangladesh, l’avventura del giornalista Luca Schilirò – IL VIDEO

Da San Mauro al Bangladesh

Dal giornalismo locale al giornalismo nel mondo. La storia di Luca Schilirò, 28 anni, parte dalle strade di San Mauro, quando – fino ad alcuni anni fa – le percorreva in cerca di notizie e di storie da raccontare, e prosegue tra i villaggi rurali del Bangladesh. Insieme alla sua telecamera ha vinto il bando Frame Voice Report, finanziato dalla Comunità Europea, dalla Regione Piemonte e dall’Ordine dei Giornalisti, e promosso dal Consorzio delle Ong Piemontesi. Un’esperienza che ha cambiato il suo modo di approcciarsi alla vita e di analizzare la realtà che lo circonda. Una realtà in cui, oggi, fa fatica a riconoscersi, dominata da discussioni sul ddl Sicurezza e sui Porti Chiusi. Nel video allegato il trailer del documentario che il sanmaurese Luca Schilirò ha girato in Bangladesh. Nelle prossime settimane seguiranno alcune “pillole” che continueranno a raccontare la sua esperienza all’estero.

L’avventura di Luca Schilirò

Un impegno importante quello che ha visto il giornalista Schilirò vivere un periodo in Bangladesh, impegnato nella realizzazione di un documentario. E’ proprio lui a raccontare l’avventura che lo ha portato dall’altra parte del mondo.

«Sono partito a ottobre, dopo aver ottenuto il finanziamento del bando Frame Voice Report con a un progetto presentato assieme ad Ashar Gan Onlus, associazione di Pinerolo. Un’opportunità d’oro per fare del sano giornalismo, un’occasione per realizzare quell’ambizione segreta che ho sempre tenuto in un cassetto: girare il mondo e raccontarlo. Una strada che non avevo mai ritenuto percorribile fino a quel momento. Sono partito con tante paure perché cresciamo con la convinzione che il “diverso” è da temere, da odiare. Invece è stato un viaggio rivelazione che mi ha permesso di aprire gli occhi. Sono tornato diverso da quando sono salito sull’aereo per il Bangladesh».

L’impegno all’estero per raccontare situazioni “difficili”

Calamità naturali, spose bambine, e condizioni di vita estreme. E’ quanto il sanmaurese ha potuto e saputo documentare nel corso della sua esperienza.

«Ho visto condizioni di vita davvero estreme. Gente che scappava da calamità naturali devastanti, abbiamo raccontato i matrimoni precoci, abbiamo incontrato persone che vivono con meno di 80 euro al mese di stipendio e altre che vivono in capanne di fango e dormono a terra su giacigli di paglia. Eppure la vita sociale, lì, è condivisione: tutti parlano con tutti, sorridono. Quando torni qui, in Occidente, dopo dieci giorni, ti rendi conto che i gravi problemi sono ben altri rispetto ai nostri».

Il rientro sul territorio

Dopo giorni intensi vissuti a migliaia di chilometri di distanza per raccontare una realtà sociale così completamente diversa dalla nostra, il ritorno a casa, per Luca Schilirò, non è stato “leggero”.

«Alienante. Quando sono tornato non mi orientavo più nella realtà che avevo lasciato appena dieci giorni prima. Siamo in una società dalla visione plastica dell’individuo: lì tutti si aiutano sebbene ci sia una forte povertà, qui invece è tutto dominato dall’egoismo. E poi sono rientrato nel momento in cui il dibattito politico era incentrato sul ddl Sicurezza e sui porti chiusi. Io, che tornavo da esperienze di vita accanto a chi intraprende viaggi mortali, mi sono sentito immerso in una condizione di disumanità che non mi appartiene».