E’ severamente vietato nascere, Gassino non è un paese per bambini. Pochi neonati registrati a Gassino, ma il trend è in ripresa.

Vietato nascere

In collina ci si sposa tanto, e si divorzia poco. Ne abbiamo le prove. Nelle settimane scorse ci siamo infatti occupati del buon andamento in fatto di matrimoni, un po’ ovunque fra Settimo e i comuni del territorio. A dirlo, i dati pubblicati da demoistat.it in base ai quale ci si mette l’anello al dito con buona frequenza, trend confermato anche a Gassino dove il sindaco ha perfino messo un numero limite di celebrazioni in alcuni mesi, quelli maggiormente scelti per convolare a nozze.
Il Comune però mostra il segno negativo in fatto di nascite. In realtà, in questo caso, il comune gassinese si mostra estremamente prudente, rispecchiando tuttavia una media nazionale che non dice meglio in fatto di nascite.

I numeri

Al 31 dicembre 2017, i nuovi arrivi registrati nel comune della collina sono stati 75. Una buona notizia, considerata la popolazione gassinese? Non proprio perché, se nel 2016 i bimbi nati erano stati meno, ovvero 71, i dati risultano comunque in calo rispetto all’anno 2011 quando i nuovi arrivati erano stati un po’ di più, 78. E in effetti da quel momento Gassino ha vissuto una curva discendente con i numeri del 2012 e del 2013 da segnare in rosso: i nuovi arrivi in paese erano stati rispettivamente 66, peggio l’anno successivo con i 60 bambini venuti al mondo. Poi dal 2013 c’è stata una certa ripresa con numeri che si sono mantenuti sopra cifra 70.

Il commento dal Comune

«Sono questi i dati che riguardano il nostro comune – spiega il sindaco Paolo Cugini – preciso, però che riguardano la registrazione come residenti e non necessariamente il luogo di nascita. Ovviamente non abbiamo un ospedale da una quarantina d’anni, i nati in casa sono pochissimi; inoltre, in qualche caso, può addirittura capitare di nascite all’estero e poi registrate qui, ma si tratta di 2-3 casi l’anno».

Gassino tuttavia conferma un trend in controtendenza rispetto ad altri Comuni della Città Metropolitana.

«Come si può notare – commenta ancora il primo cittadino – il cambio di amministrazione è coinciso con un’inversione del trend; fra l’altro, facendo anche un raffronto coi dati sulla popolazione (che include nascite e morti, emigrati ed immigrati, per la stragrande maggioranza da altri comuni italiani, più rarissimi casi particolari come le cancellazioni per irreperibilità) siamo in controtendenza rispetto al resto della Città Metropolitana di Torino e della Regione Piemonte, nel senso che negli ultimi anni gli altri Comuni in media hanno un trend negativo e noi positivo, mentre negli anni precedenti era il contrario».

Gassino come «specchio» del panorama nazionale

Vero così com’è vero che la natalità a Gassino rispecchia tuttavia il trend nazionale, in particolare se si considerano alcuni degli anni presi qui a riferimento. Per esempio il 2016, anno in cui ci dice l’Istat: «Sono stati iscritti in anagrafe per nascita 473.438 bambini, oltre 12 mila in meno rispetto al 2015. Nell’arco di 8 anni (dal 2008 al 2016) le nascite sono diminuite di oltre 100 mila unità». Sempre sul sito dell’Istituto Nazionale di Statistica si legge che: «La fase di calo della natalità avviatasi con la crisi è caratterizzata da una diminuzione soprattutto dei primi figli, passati da 283.922 del 2008 a 227.412 del 2016 (-20% rispetto a -16% dei figli di ordine successivo). La diminuzione delle nascite registrata dal 2008 è da attribuire interamente al calo dei nati all’interno del matrimonio: nel 2016 sono solo 331.681 (oltre 132 mila in meno in soli 8 anni)».
Questa importante diminuzione è in parte dovuta al contemporaneo forte calo dei matrimoni, che hanno toccato il minimo nel 2014, anno in cui sono state celebrate appena 189.765 nozze (57 mila in meno rispetto al 2008)». Ecco, i matrimoni, quello che di sicuro non mancano a Gassino.