Con un post sulla pagina Facebook ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, la Benemerita ha ricordato l’intervento del carabiniere Severini, in forza alla stazione di Santhià, nel Vercellese, che nel 1905 ferì mortalmente, dopo un inseguimento, Francesco De Michelis, noto alle cronache dell’epoca come il bandito Biondin.

Il ricordo

L’Arma dei Carabinieri, attraverso il proprio canale ufficiale sui social, ha riportato la vicenda ripresa dall’edizione del 25 giugno del 1905 de “La Tribuna Illustrata”.
Una sera due carabinieri della stazione di Santhià, trovatisi a passare davanti a un cascinale dove si stava ballando e bevendo, videro due uomini scappare. Insospettiti, li inseguirono: il carabiniere Minetti ne acciuffò subito uno; l’altro, pur correndo a perdifiato, stava per essere raggiunto dal carabiniere Severini. Vistosi in difficoltà sparò cinque colpi alla distanza di due metri, ma non riuscì a colpire il carabiniere, che rispose al fuoco, freddandolo. Solo più tardi seppe di aver ucciso Francesco De Michelis, il temutissimo “Biondin”.

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Chi era il bandito Biondin

Il bandito Biondin, al secolo Francesco De Michelis, noto alle cronache dell’epoca per la sua fama su tutto il territorio del Vercellese, divenne popolare tra i primi movimenti operai per la sua – secondo quanto si apprende – avversione al potere dei “padroni” dell’epoca.
E’ stato ucciso dal carabiniere Severini che, insieme al collega Minetti, dopo aver notato due soggetti sospetti allontanarsi di gran carriera da Carisio, si lanciarono all’inseguimento dei due. Fu Minetti il primo a riuscire a fermare uno dei due fuggiaschi. Severini, poco dopo, fu fatto oggetto di colpi d’arma da fuoco. Il militare rispose con la carabina d’ordinanza, ferendo mortalmente il bandito.
Per l'”impresa”, secondo le cronache dell’epoca, Severini fu premiato con una licenza premio di tre mesi da trascorrere al suo paese d’origine.

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