Il parroco della San Giuseppe Artigiano di Settimo Torinese ha deciso di «silenziare» le campane della storica Chiesa del popoloso quartiere del Villaggio Fiat.

Il parroco spegne le campane

Il parroco della San Giuseppe Artigiano ha deciso di «silenziare» le campane della storica Chiesa del popoloso quartiere del Villaggio Fiat. Il motivo? Una battaglia a colpi di segnalazioni e lamentele che prosegue da almeno un anno e mezzo.
Da un lato ci sono i parrocchiani che difendono il diritto a sentir suonare le campane della parrocchia simbolo del quartiere. Dall’altro, invece, i residenti (in particolare quelli di via dei Mille, ndr) che rivendicano il diritto al riposo.

Le ragioni della protesta

La prima delle segnalazioni di quest’ultima fase di “battaglia” risale alla primavera del 2017. Inoltrata a Comune di Settimo e Polizia municipale con tanto di una trentina di firme raccolte tra i residenti. Sono, per lo più, gli inquilini che si affacciano su via dei Mille e che – quindi – hanno il campanile della San Giuseppe proprio di fronte casa. Vuoi per la conformazione architettonica e urbanistica della zona, il suono delle campane si propaga in maniera maggiore verso le loro abitazioni. Considerando – ancora – che all’interno di alcuni degli alloggi vivono anche famiglie con bimbi neonati o piccoli, il disagio provocato dal suono delle campane sembra essere ulteriormente “amplificato”.

L’intervento dei civich

Nei giorni scorsi i vertici del Comando della Polizia locale hanno incontrato don Martino Gomez, parroco della San Giuseppe da una manciata di mesi, per sottolineare il problema evidenziato dai residenti. Alle tante segnalazioni, nel corso dei mesi, sono seguite anche alcune misurazioni dell’Arpa Piemonte, l’ente regionale che si pronuncia tecnicamente in questi casi. Ebbene, dalle relazioni dei tecnici è emerso che i rintocchi “orari” del campanile del Villaggio Fiat sono al di sotto della soglia consentita. Discorso a parte, invece, va fatto per i “richiami” alle funzioni religiose quali quelle del fine settimana e delle messe pre-festive. Uno scampanìo lungo circa due minuti che – secondo le relazioni tecniche – supererebbe i limiti previsti dai regolamenti.

La reazione del don

Don Martino, anche in seguito alla convocazione da parte della Polizia Municipale settimese, non ci ha pensato due volte a proporre una soluzione e a collaborare per una soluzione utile ai residenti.
La scelta è quindi quella di “silenziare” le campane in determinate occasioni. Per le messe del sabato e per quella della domenica mattina (8,30, ndr). «Si presume che alla domenica mattina a quell’ora le famiglie – sottolinea don Martino -, possano riposare dopo una settimana intera di lavoro. Da quanto mi è stato riferito nei giorni scorsi il suono delle campane innervosisce alcune persone anziane e crea alcuni disagi alle famiglie con bambini piccoli». Di qui, appunto, la decisione di correre ai ripari per il bene della convivenza civica. «Abbiamo pensato – continua il parroco – in attesa di un confronto fattivo con queste famiglie, dettato dai valori della conciliazione e della fraternità – di non far suonare le campane in determinate occasioni. Onde evitare che ci siano per queste persone ulteriori disagi. Certamente nelle prossime ore mi metterò in contatto con la ditta che gestisce la manutenzione del campanile per provare a trovare qualche soluzione comune». Una delle quali potrebbe essere, per esempio, l’installazione di pannelli fonoassorbenti o – ancora – l’adozione di misure che possano limitare la propagazione del suono verso via dei Mille.

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I parrocchiani

Non a tutti i parrocchiani del quartiere, però, piace la decisione che è stata assunta da don Martino. Tra di loro, vista la storicità del quartiere, ci sono molti anziani che sono particolarmente affezionati al suono delle campane del quartiere. «Noi dobbiamo lavorare nel senso della comunione – sottolinea don Martino scongiurando ulteriori polemiche -. Se per un numero di famiglie e di persone ci sono problemi, allora noi siamo i primi a dover dare il buon esempio. Cerchiamo di diffondere lo spirito della “comunione” e della buona disponibilità: veniamoci incontro, ognuno secondo le proprie disponibilità. I nostri gesti e le nostre decisioni devono essere causa di amicizia e fratellanza, non di divisione e conflitto».
Intanto, nei prossimi giorni, si conosceranno ulteriori dettagli sulle possibili conseguenze della decisione di don Martino e delle eventuali soluzioni da adottare dopo aver consultato i tecnici.

Il suono

La decisione di don Martino, intanto, vale per tutte le messe infrasettimanali e per quelle prefestive (del sabato) e quella delle 8,30 di domenica mattina. Per tutti gli altri appuntamenti religiosi – feste comandate comprese – le campane della San Giuseppe continueranno a suonare.

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