E’ polemica sulla scelta dell’Asl To 4 di posizionare i crocifissi nelle stanze di degenza dell’ospedale di Chivasso. La politica, naturalmente, non ha fatto attendere la propria posizione.

L’Asl impone il crocifisso

E’ una comunicazione data 31 maggio 2019 quella che sta creando non poco scalpore in queste ore. Infatti, direttore del presidio dell’ospedale di Chivasso, il dottor Alessandro Girardi, ha inviato questa comunicazione dove si precisa che dal 10 giugno 2019 verranno posizionati presso tutte le stanze di degenza del presidio i Crocifissi. Nel testo della letta si legge inoltre che si raccomanda la massima disponibilità di accesso affinché la manutenzione possa svolgere in tempi brevi il compito di posizionamento.

La polemica

Tra i primi ad esprimersi in merito a questa scelta c’è Marco Grimaldi di LeU che attraverso il suo profilo social spiega:

Ieri sera ho ricevuto via WhatsApp questa foto. Prima di polemizzare e chiedere spiegazioni mi sono immaginato questo film: noi perdiamo le elezioni, il Dott. in questione manda questa lettera per attirare l’attenzione, noi polemizziamo e lui si fa difendere da chi le ha vinte.  Più della laicità, dei decreti regi, delle tante sentenze mai definitive su questa vicenda, ciò che è penoso è questo meccanismo. Bacia il rosario, appendi il crocifisso e, il giorno stesso, magari spiegaci anche che la colpa di questa crisi è di chi scappa dalla guerra e dalla miseria. Non ci rassegneremo a sto schifo, e tanti credenti e non credenti su questo la pensavo allo stesso modo”.

 

Anche Silvio Viale dei Radicali Italiani interviene:

“#Crocifisso C’è sempre qualcuno più salviniano di Salvini … Chissà se farà mettere anche un rosario appeso ai letti.
Il messaggio è chiaro: se vieni in questo ospedale non ti resta che affidarti a Cristo”.

Anche Gianna Pentenero del Pd interviene:

“In merito alla circolare dell’Asl To 4 sul posizionamento dei crocifissi nelle stanze di degenza dell’ospedale di Chivasso, mi spiace che il direttore non abbia avuto la sensibilità per capire che un’iniziativa di questo tipo, per tempi e modi, non potesse che prestarsi a facili strumentalizzazioni. Da credente penso inoltre sia importante ricordare come gli ospedali siano luoghi pubblici, in cui devono essere rispettati orientamenti e sensibilità diverse”.

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