Le telecamere di Chivasso sono fuori uso. Stanno lì, appese ai pali o fissate a qualche muro, ma la loro utilità è praticamente nulla.

Le telecamere non funzionato

Camminando per Chivasso, in centro come nelle periferie, è impossibile non notare le decine e decine di telecamere di sorveglianza installate, negli anni, dall’amministrazione comunale.
Un paio di anni fa, agli sgoccioli dell’amministrazione guidata da Libero Ciuffreda, ne erano state installate altre trentacinque, ad «Altissima risoluzione» e in grado di «migliorare la vita dei cittadini sul fronte della sicurezza». In tempi più recenti, il sindaco Claudio Castello ne ha aggiunte altre sei come «Deterrente importante contro gli atti illeciti e di vandalismo».
C’è solo un dettaglio che continua a passare in secondo piano: quelle telecamere, se non tutte, quasi tutte, non funzionano.

Appese ai pali, ma non servono a nulla

Stanno lì, appese ai pali o fissate a qualche muro, ma la loro utilità è praticamente nulla così come nulla è quella delle colonnine «SOS» disseminate sul territorio comunale. Ma questa è un’altra storia.
Tornando alle telecamere, abbiamo chiesto a Palazzo Santa Chiara cosa sia cambiato da quando, sei mesi fa, l’ex comandante della Polizia Municipale Michele Cassano aveva confermato i «problemi tecnici» rispondendo all’interrogazione presentata a fine ottobre da Fabio Cipolla e Marco Marocco, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle.

La risposta del Comune

«Nell’anno 2016 – si legge nella nota – l’amministrazione comunale ha ritenuto opportuno avviare l’iter per l’installazione sul territorio comunale di un impianto di videosorveglianza volto ad incrementare la sicurezza dei cittadini e tutelare il patrimonio pubblico dell’Ente; nel corso dell’anno 2017, a seguito di gara d’appalto, si provvedeva ad installare sul territorio comunale il predetto impianto.
Tenendo conto dell’assenza, sul territorio comunale, di una capillare rete di fibra ottica che possa consentire la trasmissione in formato digitale dei dati provenienti dalle videocamere di sorveglianza, la progettazione dell’impianto era stata prevedendo l’utilizzo della trasmissione dati attraverso la tecnologia WiFi, per altro già adottata da altri Enti nel campo della videosorveglianza.
Va considerato che tale scelta, basata sull’utilizzo di una banda di frequenze «libere» e gratuite, risultava quella più conveniente economicamente.
Dopo qualche mese dall’attivazione, però, il sistema ha evidenziato criticità nel corretto funzionamento tali da rendere necessario richiedere una consulenza specifica in materia, commissionata per l’anno 2018, al fine di verificare, previ rilevamenti analitici e sperimentali, le criticità emerse, l’intero apparato e le scelte tecniche adottate allo scopo di ricercare e trovare le migliori soluzioni per ripristinare il corretto flusso delle immagini nel centro di controllo.
Ad oggi, terminata l’attività di verifica commissionata, dai primi riscontri ottenuti, ancorché in attesa della relazione tecnica conclusiva, è possibile affermare che le criticità nel corretto funzionamento dell’impianto siano attribuibili all’instabilità del segnale determinato dalle numerose interferenze insistenti sul territorio comunale e verosimilmente anche prodotte da nuovi impianti non ancora attivi nella progettazione iniziale.
Pertanto, a fronte dello studio effettuato, è intenzione di questa Amministrazione avviare entro l’anno le procedure per la ridefinizione del sistema di trasmissione dei dati, ma non solo: l’evoluzione tecnologia ha, infatti, mutato profondamente i criteri di progettazione dei predetti impianti ampliandone le potenzialità, così come sono mutate le esigenze dei territori in termini di sicurezza, di censimento e controllo dei flussi di traffico e di mobilità urbana.
Pertanto, è al vaglio dell’Amministrazione la possibilità di implementare il predetto sistema di videosorveglianza con ulteriori apparecchiature che rispondano alle predette nuove esigenze, al fine di migliorare e rendere più efficace il servizio di controllo del territorio».