Al problema della cementificazione dell’ex giardino pubblico in corso Piemonte si aggiunge quello della rimozione degli ippocastani in quell’area

Legambiente in allarme

La costruzione del nuovo centro commerciale che si collocherà nell’area dello storico giardino pubblico in corso Piemonte continua a ritmi serrati. Un nuovo motivo di allarme per il gruppo di Legambiente Settimo che, per mesi, ha portato avanti una raccolta firme per chiedere lo stop al progetto. Secondo i militanti dell’associazione ambientalista, infatti, si tratta dell’ennesimo caso di “cementificazione” del territorio, a discapito dell’ambiente cittadino. Proprio Legambiente aveva invece suggerito la riqualificazione di alcuni altri centri commerciali in stato di abbandono da anni.

“No al taglio degli ippocastani”

Il direttivo e i volontari di Legambiente, inoltre, nei giorni scorsi hanno manifestato un’ulteriore preoccupazione relativa alle conseguenze del progetto. Come “sollevato” da alcuni residenti, gli storici ippocastani sarebbero infatti a rischio. Da giorni, infatti, anche sui social, i residenti dell’area di corso Piemonte, hanno avanzato l’ipotesi che gli storici arbusti possano essere abbattuti. Caso ripreso da Legambiente che, in un comunicato ad hoc, riporta: “Ci comunicano alcuni cittadini che gli ippocastani che sono a contorno di quello che sarà il parcheggio auto potrebbero essere tagliati perché danneggerebbero i veicoli in sosta quando cadranno le castagne! E’ inaudito”.

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Il progetto

All’abbattimento delle piante conseguirà però, secondo il progetto edilizio, una ripiantumazione delle stesse per il ripristino degli ecosistemi devastati dal consumo di suolo. Legambiente sottolinea con fervore quanto però la ricostituzione degli alberi in questioni richiederà svariati anni.

L’appello di Legambiente

“Gli alberi sono un bene prezioso e non possono essere considerati come degli oggetti che togli e metti secondo le esigenze del momento. Chiediamo a gran voce che invece di tagliare gli alberi venga rivisto il progetto del parcheggio in modo tale che le castagne che cadranno non raggiungeranno le auto cosicché il problema non possa sussistere. Bisogna intervenire adottando il progetto all’Ambiente e non viceversa”.