L’ex asilo a pezzi di via San Francesco di Cigliano, depredata la chiesa che si trova all’interno dello stabile. E ora l’Amministrazione cerca un modo per sistemarlo.

L’ex asilo a pezzi

In quell’asilo sono cresciute decine e decine di generazioni di ciglianesi, quei bimbi che oggi non sono solo genitori, ma anche nonni e bisnonni. Sono quelle persone che in quel bellissimo edificio hanno avuto quegli importanti insegnamenti che li hanno resi gli uomini e le donne di oggi. E, certamente nel vedere lo stato in cui questo pezzo di storia è ridotto a molti piangerà il cuore. Ed è quello che è accaduto ai neo Amministratori di Cigliano quando, subito dopo l’insediamento, hanno svolto il loro primo sopralluogo nell’ex asilo di via San Francesco.

Depredata la chiesa

«L’asilo è stato acquistato dall’Amministrazione allora guidata dal sindaco Giovanni Corgnati nel 2011 dopo i procedimenti necessari – spiega il primo cittadino Diego Marchetti -. Il Comune all’epoca spese 425mila euro. Dopo l’acquisto, a parte aver effettuato dei lavori di cui non riusciamo a comprendere le motivazioni, non hanno fatto nulla. Infatti, se si entra si troveranno delle vetrate senza più alcun serramento, ci sono degli ampi buchi nei pavimenti (fatti fare dall’Amministrazione di cui, appunto, non conosciamo le motivazioni), arredi e sanitari abbandonati ormai da buttare. Senza contare la chiesa che è stata totalmente depredata di tutto ciò che c’era all’interno. Non c’è più nulla. E’ completamente vuota. Crediamo dunque che sia stato rubato tutto perché non c’è traccia di questi arredi sacri. E poi un sacco di infiltrazioni, anche negli alloggi dove un tempo vivevano le suore. E poi ancora le erbacce, lo sporco e quant’altro. L’ex asilo, infatti, è diventato anche una toilette per i gatti».

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Lo sfogo del sindaco

«Dunque, – continua Marchetti – quando l’ormai ex assessore Livio Autino ci diceva che quello stabile era facilmente recuperabile spiegava una cosa non corretta perché per riaprire quell’edificio e trasformarlo in una Casa delle Associazioni o altro ci vuole un grande patrimonio. Un patrimonio che il Comune di Cigliano non possiede. E dunque, per prevedere dei lavori di ripristino, e la situazione appunto è molto grave, dovremmo cercare dei bandi europei, statali o regionali affinché individuare le somme necessarie. Quel che è certo è che occorre agire, non possiamo lasciarlo decadere in questo modo. Intanto prevediamo una pulizia anche nei confronti dei vicini che hanno segnalato il degrado, anche del giardino dove c’è una vera giungla».
Insomma, la situazione è molto grave nonostante l’asilo sia stato attivo fino agli inizi degli Anni Duemila, cioè fino all’inaugurazione della nuova struttura e l’ex Amministrazione ne sia entrata in possesso ben otto anni fa.

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