Lo smarino della Val di Susa arriverà in paese: nel bando si parla ancora di Torrazza. Il progetto prevede un’area di interscambio dalla quale poi partirebbero tir con la terra in direzione della cava.

Lo smarino della Val di Susa arriverà in paese

Basta aprire il motore di ricerca Google e digitare le parole «Tav», «Torrazza Piemonte», «Telt» e «Smarino» per comprendere che non è un’ipotesi lontana che le rocce da scavo della Val di Susa per la costruzione della linea ferroviaria Torino-Lione arrivino ancora nel paese conosciuto per le sue fornaci. Presto questo incubo potrebbe diventare realtà.
Nel bando pubblicato direttamente sul sito di Telt e che è in dirittura di scadenza (mancano pochi giorni infatti per le aziende interessate a presentare le domande), infatti si parla ancora di Torrazza Piemonte.
Torrazza sin dal principio era stata individuata come destinataria di queste rocce che non dovrebbero contenere alcun materiale pericoloso. Quelle con un codice Cer pericoloso dovrebbero essere dirottate in un altro centro.

Il bando

E proprio sul sito, dove sono presenti gli interventi necessari per realizzare il tunner, si legge che «i luoghi di esecuzione sono Chiomonte, Salbertrand, Caprie e Torrazza» e che negli ultimi due Comuni verranno inviati i «materiali di riqualifica ambientale». Ma si legge ancora che a Torrazza è prevista la «realizzazione degli scali ferroviari», «il trasporto ferroviario dei materiali valorizzati da Salbertrand ai depositi di Caprie e Torrazza».
Stando ai ben informati, cioè a coloro che hanno avuto l’occasione di vedere il bando pubblicato nell’estate, non si parlerebbe più di binari che entrano direttamente nella cava per depositare i «rifiuti» bensì si ipotizza la creazione di un’area di interscambio accanto alla linea ferroviaria per Milano dalla quale poi partirà una monorotaia (o simile) che trasporterà nell’ultimo tratto queste rocce. La stazione di interscambio dovrebbe così sorgere nei campi a sud della Provinciale che collega Torrazza a Saluggia, una zona adiacente all’attuale campo nomadi.

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Perché il sindaco non ha detto nulla?

Quello che un po’ lascia perplessi è la mancata comunicazione del sindaco Massimo Rozzino di questo intervento visto che certamente il Comune di Torrazza Piemonte è stato informato del progetto che è stato pubblicato nel bando. Un’Amministrazione comunale che, poche settimane fa, ha ribadito attraverso il suo vicesindaco Marinella Bracco il suo parere contrario alla Tav, soprattutto all’arrivo di questo materiale nella cava prescelta a causa della presenza di un polo logistico di grande importanza come Amazon e della possibile apertura di un’altra attività che porterebbe 1800 posti di lavoro.
Dunque non si riesce a capire come mai si è scelto il silenzio vista l’importanza della materia. Si è scelto di non coinvolgere la popolazione, di non comunicare a nessuno che lo smarino arriverà a Torrazza ma si è scelto solamente di sbandierare una contrarietà che alla fine pare non sia servita proprio a nulla visto che nel documento prodotto nel bando il nome di Torrazza Piemonte non è mai stato eliminato.

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