Maltempo: fine settimana disastroso per l’agricoltura. Coldiretti Torino: «Per evitare  di dover costantemente rincorrere l’emergenza, servono interventi strutturali».

Maltempo

Sono in calo le precipitazioni nella parte nord-orientale del Piemonte, mentre permangono a occidente. Restano i disagi per i danni provocati dal maltempo in questi giorni al settore primario. In provincia di Torino e persone che hanno dovuto abbandonare la propria abitazione per motivi di sicurezza sono 150: 120 a Chiaverano, gli altri a Pianezza. Nel torinese, nel fine settimana, il Centro funzionale di Arpa Piemonte ha dichiarato allerta Rossa per le Valli Orco, Lanzo, bassa Valsusa e Sangone. I cittadini residenti in frazioni isolate sono un centinaio nel Torinese, a Ceresole Reale, Luserna San Giovanni e Settimo Vittone.

Danni all’agricoltura

L’ondata di maltempo fa crescere il conto dei danni all’agricoltura che per effetto dei cambiamenti climatici per gli eventi estremi ha perso più di 14 miliardi di euro nel corso di un decennio, tra produzione agricola nazionale, strutture e infrastrutture rurali. E’ quanto emerge dal
monitoraggio della Coldiretti dal quale si evidenzia la devastazione provocata dalle acque nelle campagne, dal Piemonte alla Liguria, dalla Calabria alla Campania.
Terreni allagati, serre e vigneti distrutti, coltivazioni di cereali perdute, ma anche frane e aziende isolate per strade interrotte e mancanza di luce: questa la situazione piemontese dove il maltempo ha colpito soprattutto la provincia di Alessandria, Asti, Cuneo e Torino.

Le dichiarazioni

Fabrizio Galliati, presidente Coldiretti Torino, commenta: «Un fine settimana disastroso, dopo già settimane di pioggia continua che sta provocando lo sgretolamento delle strade e delle infrastrutture. Nei terreni agricoli la pioggia sta compromettendo le semine autunnali. Nelle province piemontesi più colpite, infatti, i tecnici Coldiretti sono all’opera per la conta dei danni, per supportare gli agricoltori e per aiutare coloro che si trovano in zone isolate, oltre a collaborare con la Protezione civile».
Michele Mellano, direttore Coldiretti Torino, aggiunge: «Per non rincorrere l’emergenza, servono interventi strutturali: la realizzazione di piccole opere di contrasto al rischio idrogeologico; la sistemazione e pulizia straordinaria degli argini dei fiumi; progetti di ingegneria naturalistica; un piano infrastrutturale per la realizzazione di invasi, con la regia dei Consorzi di bonifica, che raccolgano l’acqua piovana che oggi va perduta e la distribuiscano quando necessario. L’eccezionalità degli eventi atmosferici è diventata la norma anche nei nostri territori tanto che siamo di fronte a una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi, con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense con il rapido passaggio dal sole al maltempo».

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