Moschea Trino: verso storico accordo. Autorizzazioni in cambio dell’abbattimento della separazione fra uomini e donne, l’idea di Roberto Rosso

Moschea Trino: verso storico accordo

La moschea di Trino Vercellese è la più grande del Piemonte Orientale e finora ha funzionato a titolo privato in uno stabile dell’area industriale gestito dall’associazione Al Ferdaouus, ma senza le autorizzazioni necessarie per un luogo di culto.

Ora Roberto Rosso, vicesindaco della città, apre alla comunità islamica. “Abbattete le divisioni fra uomini e donne durante la preghiera e concederemo le autorizzazioni”. L’Imam trinese Omar Ali, egiziano di 35 anni, avrebbe deciso di accettare la sfida per un cambiamento culturale, è la prima volta in Italia.

Una situazione di illegalità

“Durante la campagna elettorale – spiega Rosso – insieme al sindaco Daniele Pane avevo avuto modo di visitare la moschea trinese, allestita in un edificio industriale riconvertito. Mi sono stupito di vedere riuniti per la preghiera solo uomini. Poi, in un’occasione, ho visto che le donne entravano da una porta secondaria in uno stanzino separato, in cui vedevano l’Imam guidare il rito da una TV a circuito chiuso!

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Ho poi appreso che la precedente amministrazione non aveva mai legalizzato la situazione, che mancano le autorizzazioni e le attività religiose avvengono praticamente in modo abusivo.

L’Islam liberale nasce a Trino

Abbiamo detto alla comunità islamica che se avessimo vinto le elezioni la moschea in quelle condizioni sarebbe stata chiusa. Eravamo disposti a concedere le autorizzazioni necessarie alla messa in regola se loro avessero rispettato la Costituzione Italiana, abbattendo i muri e facendo pregare nello stesso spazio uomini e donne. Oggi, giovedì 12 luglio, ci sarà in municipio una riunione con me, l’Imam e i tecnici per formalizzare i passi necessari per rendere operativo l’accordo. Trino sarà la prima città d’Italia ad avere una comunità islamica liberale”.