Nell’incrocio di via Caduti della Libertà e via Po: con il verde si sta fermi.  La protesta dei commercianti: «Code di autobus fermi in attesa anche cinque minuti, costretti a respirare lo smog».

Incrocio da incubo

Da una parte le promesse delle varie amministrazioni che hanno guidato Palazzo Santa Chiara negli ultimi vent’anni («Via gli autobus dal centro», «Sposteremo la fermata di via Po in via Orti», «Nuovo Movicentro a nord della ferrovia») dall’altra la realtà contro cui si devono quotidianamente scontrare cittadini e commercianti.
Questa volta ci soffermiamo sull’incrocio tra via Po e via Caduti, la «tangenziale interna» di Chivasso su cui (insieme ai viali) si basa la viabilità cittadina lungo l’asse Ovest-Est.
Il problema sta nel semaforo all’angolo con via Po, o meglio, ai suoi tempi in relazione a quelli dell’impianto che regola il traffico tra la stessa via Po e i viali Vittorio Veneto e Matteotti.

La situazione

Nelle ore di punta, infatti, lo spazio tra via via Caduti e viale Matteotti riesce a contenere meno di una decina di auto (o un paio di autobus) e di conseguenza si crea un tappo con code che raggiungono piazza d’Armi. L’unico modo per uscire da questo imbuto e aspettare che diventi verde il semaforo dei viali, con la conseguenza che per liberare l’altro incrocio (via Caduti) gli automobilisti devono passare con il rosso.

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I commercianti

«A volte – ci spiegano i commercianti – ci sono anche quattro o cinque autobus in coda. Restano con i motori accesi, e di conseguenza non siamo costretti a respirare tutto il loro smog. Altro che “blocchi del traffico” nel periodo invernale o diesel Euro 6…».
La soluzione, in attesa che la promessa di spostare la fermata da via Po via Orti diventi realtà, è quella di modificare i tempi dei semafori, garantendo un flusso in uscita degno di questo nome. Ma tanto, ai piani alti di Palazzo Santa Chiara, i fumi non arrivano…