Nella nuova struttura sanitaria di Venaria Reale è iniziata la fase conclusiva dei lavori. Dovrebbero terminare entro i primi mesi del nuovo anno.

Nuovo polo sanitario

Nella nuova struttura sanitaria di Venaria Reale è iniziata la fase conclusiva dei lavori, quella delle finiture, delle tinteggiature, della sigillatura dei serramenti e delle controsoffittature, del completamento impiantistico dei gas medicali e della centrale termica, delle connessioni tecniche con l’esterno ( vasche di raccolta, pozzi perdenti, linee di scarico ecc.).

Lo stretto e costante monitoraggio attivato sul cantiere da parte della Direzione Generale dell’ASL TO3 unitamente all’Assessorato regionale alla Sanità ha determinato una forte pressione sulle Direzioni dei lavori e sui Responsabili di cantiere, con l’obiettivo di rispettare il previsto cronoprogramma. E’ così che per un’opera da 17,8 milioni di euro, da realizzare in un triennio, lo scostamento rispetto ai tempi previsti ad oggi accertato (peraltro tecnicamente motivato) è all’incirca di un paio di mesi in tutto, ovvero pressochè nulla rispetto allo standard medio delle grandi opere pubbliche. In realtà, il mese scorso le imprese avevano richiesto una proroga di 150 giorni per la fine lavori, proroga che però non è stata concessa inducendo dunque le imprese citate ad incrementare ulteriormente il numero di lavoratori presenti in cantiere che oggi si assesta su poco meno che 60 unità effettive ( erano 40 ad inizio lavori).

I controlli dell’Asl

In questi giorni, la Direzione dell’ASL, attraverso i Servizi tecnici, era nuovamente in cantiere a Venaria per certificare insieme al Direttore lavori ed ai progettisti il 16° stato di avanzamento lavori che ad oggi hanno raggiunto oltre l’80% del totale ( erano il 55% ad inizio estate 2018). Un cantiere che di fatto non si è mai fermato, neppure nel cuore di agosto 2018 allorquando erano comunque in servizio 30 lavoratori.

Le parole del direttore sanitario

“L’impegno con i cittadini del Distretto di Venaria che ci eravamo assunti insieme all’Assessore Saitta fra non molto sarà realtà: in ognuno dei sopralluoghi da noi effettuati in cantiere abbiamo potuto rilevare che i lavori previsti nel cronoprogramma erano stati realizzati salvo piccoli ritardi pressochè sempre recuperati nel tempo grazie al progressivo rafforzamento dei lavoratori presenti in cantiere” sottolinea il Dr. Flavio Boraso – Direttore Generale ASL TO3 “ è evidente che l’attenzione da sempre dedicata da parte della nostra Azienda a questa struttura ed il costante sostegno dell’Assessorato Regionale alla sanità, ha fatto percepire alle imprese che questa non sarebbe stata un’opera da portare per le lunghe e che saremmo stati determinati ad applicare con la necessaria severità tutte le penali previste nei contratti in caso di ritardi . Il tutto con l’obiettivo di attivare al più presto e comunque già nel corso del 2019 tutti i numerosi servizi sanitari, specialistici, distrettuali ed amministrativi previsti. Questa grande e moderna struttura entrerà dignitosamente a far parte della rete dei servizi territoriali dell’ASL superando le inadeguate strutture oggi presenti nell’area”.

Emergenza riso, stop all’importazione e sì ai dazi. E’ questa la posizione del Movimento 5 Stelle. Il crescentinese Paolo Maria Mosca chiede un unione tra produttori.

Emergenza riso

Nonostante lo studio ufficiale dell’esecutivo europeo abbia manifestato il bisogno di una clausola di salvaguardia sulle importazioni da Cambogia e Birmania, il Consiglio non è giunto a una posizione univoca; la palla, ora, passa al Collegio dei Commissari. “Nonostante le false rassicurazioni del presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, l’emergenza-riso non è ancora finita”. A dichiararlo è Tiziana Beghin, eurodeputata del MoVimento 5 Stelle e membro della commissione Commercio Internazionale.

In Commissione

Nelle scorse settimane uno studio ufficiale della Commissione europea aveva fatto emergere la necessità di una clausola di salvaguardia che, ponendo dazi sulle importazioni da Cambogia e Birmania – che ad oggi sono pari a zero -, ridesse equilibrio al mercato del riso; tuttavia, in sede di Consiglio, non si è raggiunta la maggioranza necessaria né per ottenere l’immediata attuazione del provvedimento, né per affossare il procedimento.

La parola al Collegio

La decisione definitiva spetta dunque al Collegio dei Commissari, che si riunirà la prossima settimana.

Intanto Beghin spiega ancora:

“Noi del MoVimento 5 Stelle ci battiamo da tempo per contrastare la concorrenza sleale del riso cambogiano e birmano, che ha messo in ginocchio i produttori italiani. Il momento, ora, è cruciale, e ho quindi scritto una lettera urgente ai Commissari, affinché accolgano la nostra richiesta di dare immediata attuazione della clausola di salvaguardia: se davvero hanno a cuore il benessere delle nostre imprese e di migliaia di famiglie, non possono fare altro che dare il via libera al provvedimento”.

A livello locale interviene Mosca

Ad intervenire è anche Paolo Mosca, agricoltore e candidato alla Regione Piemonte per il MoVimento 5 Stelle e delegato presso il Civil Dialogue Group presso della Commissione Agricoltura.

“Nonostante le pressioni delle organizzazioni europee è bene che i nostri agricoltori sappiano che la clausola, ancorché da approvare, sarà solo sul prodotto lavorato e avrà carattere temporaneo di due o tre anni, poiché, la commissione, purtroppo, vede la misura solo come una pausa temporanea per -dar modo alle imprese del settore adeguarsi- (testualmente)”. Continuiamo a registrare da parte dell’Europa nuove e preoccupanti aperture a contingenti a dazio zero che concorrono slealmente contro la nostra agricoltura; è bene sapere che la nuova partita di importazioni da Vietnam e Australia che Bruxelles sta portando avanti, è più che mai pericolosa, l’Australia infatti produce varietà di tipo Japonica molto simili alle nostre tipiche. Oggi è necessario unire le forze e farci trovare pronti, facendo tutto il possibile in sede negoziale e dotandoci di tutti gli strumenti capaci di affermare la qualità che produciamo. Una vera, seria ed obbligatoria etichettatura di origine delle produzioni, ed una promozione di ampio respiro, i cui fondi, sembrano essere oggi disponibili per essere prontamente utilizzati. Queste sono le leve su cui oggi si può lavorare per il futuro del riso italiano ed europeo”.

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