Un’altra settimana di mobilitazione per i lavoratori della Olisistem Start. Due giorni di scioperi che hanno coinvolto, i dipendenti con contratti delle telecomunicazioni e i metalmeccanici.

Olisistem, gli scioperi

Sono 400 i lavoratori in agitazione nel solo stabilimento di Settimo, oltre mille a livello nazionale. Una situazione nata a seguito di una vicenda giudiziaria e per cui, adesso, a pagarne lo sconto più alto sono proprio i dipendenti. Ragione per cui, sin dalla prima manifestazione davanti ai cancelli dell’azienda, in strada della Merla, consiglieri regionali e comunali, assessori e deputati hanno mostrato interesse e impegno.

I timori

In dubbio la continuità occupazionale, timori che accomunano le due categorie coinvolte dalla vicenda Olisistem. «Sono diverse le attività in scadenza contrattuale o andate a gara che ancora non hanno visto l’assegnazione e l’avvio del conseguente confronto per l’applicazione della clausola sociale – spiegano dai sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni -. Dallo scandalo giudiziario che ha investito il gruppo Alma, lo scorso marzo, diverse committenze in prossimità delle scadenze si sono premurate di assegnare le attività ad altre aziende del settore e le organizzazioni sindacali hanno potuto far valere il principio di dignità, contenuto nella “clausola sociale”: garantire nel cambio di appalto la piena continuità occupazionale. Le affermazioni fatte dall’amministratore unico della società, nel corso di un incontro con i colleghi del settore metalmeccanico, hanno ingenerato però forti preoccupazioni, sia sulla tenuta economica della società, sia sulla continuità occupazionale dell’intero perimetro lavorativo».

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Tavolo di concertazione

Già svolto il primo tavolo di concertazione tra sigle sindacali e ministeri (quello dello Sviluppo Economico e quello del Lavoro), sede in cui sono stati illustrati i dettagli della situazione e manifestate tutte le preoccupazioni derivanti dal mancato confronto con l’azienda.

Gli scioperi

I due scioperi indetti la scorsa settimana hanno permesso di ribadire il bisogno di chiarezza sul futuro societario, ma anche una necessaria sensibilizzazione verso le aziende committenti «Per evitare sciacallaggi che potrebbero comportare drammi occupazionali», concludono i sindacati.

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