Ci siamo: è questo il momento più bello per chi ama giardinaggio e orticoltura. I mesi di marzo e aprile si aprono al bel tempo, le temperature subiscono un sensibile rialzo, si sta volentieri all’aria aperta. E le piante… ah, le piante! Come se ne accorgono gettando fuori le gemme, i primi boccioli, i freschi germogli.
Chiunque possieda un (benché minimo) appezzamento di terreno adibito a orto o giardino, piuttosto che una serra o un balcone fiorito, sa che queste settimane sono cruciali.

Rinvasare le piante

Bisogna mettersi all’opera fiancheggiando il corso della stagione, dare la sponda alla Natura che impone il suo risveglio. Sul terrazzo la prima cosa da fare è rinvasare le piante. Sarà sufficiente utilizzare vasi leggermente più grandi di quelli in cui hanno dimorato le essenze in inverno procedendo così: mettere sul fondo del nuovo contenitore della ghiaia (poca) e una manciata di foglie secche. Quindi un sottile strato di terra nuova e tutto il rimanente del vaso «vecchio» pianta compresa. Attenzione ad essere delicati quando si maneggiano le radici, usare i dovuti modi è sempre consigliabile. C’è anche chi suggerisce di parlare alle piante mentre si effettuano queste operazioni, il che aiuterebbe (ma non è dimostrato). Nutriamo le piante con del fertilizzante (sangue di bue?) nel loro risveglio vegetativo tornando a bagnare con più frequenza, ma senza esagerare, il vaso.

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Mini-serre e potature

Aprire le mini-serre almeno al pomeriggio e togliere le coperture a cactus e altre essenze: ormai l’inverno è alle spalle e i vegetali se ne accorgono subito. Chi ha la fortuna di possedere anche piante da frutto deve mettersi all’opera per la potatura. Meglio poi fare una pulizia radicale del terrazzo scartando ciò che non serve ed eliminando dai gocciolatoi le foglie secche. Chi ha una siepe o un roseto invece aspetti ancora un po’: il momento del primo «taglio» o della potatura delle rose è verso i primi di aprile.

Rampicanti e cactus

Uno dei lavori meno appaganti è quello di legare i tralci dei rampicanti come il gelsomino, l’edera, la glicine o l’uva americana. Ma è un lavoro indispensabile perché queste piante «esplodono» subito con i primi caldi e il rischio è di ritrovarsi il giardino invaso dai nuovi germogli (infestanti) senza neppure accorgersene. Infine, si è ancora in tempo anche per mettere a dimora qualche bulbo primaverile come ad esempio i tulipani. Chi ama i cactus, poi, può esporli all’esterno durante le ore più calde, spruzzandoli con (poca) acqua per rinvigorirli.