Il parroco don Gino Casardi lancia un appello alle famiglie di Rondissone: «Genitori svegliatevi, portate i bimbi in chiesa».

Da 20 anni a Rondissone

Era il 5 dicembre del 1998 quando ha fatto il suo ingresso in chiesa parrocchiale a Rondissone, don Luigi Casardi. Un parroco di 59 anni che è subito riuscito a conquistare questa cittadina dove, ancora oggi, predica la Parola di Dio.

I ricordi

«Alti e bassi hanno contraddistinto questi miei primi vent’anni a Rondissone – racconta don Gino -. Ho ricordo molto belli come le edizioni della Via Crucis quando i fedeli impersonavano i protagonisti della morte di Gesù, oppure le opere realizzate con le offerte dei cittadini. Senza dimenticare gli interventi svolti con l’8 per mille o gli aiuti che sono riuscito a dare alle famiglie come sacerdote. Sono tanti i bei ricordi che mi legano a questo paese dove continuo con la mia missione nonostante io sia prossimo agli 80 anni».
«Ma ci sono ancora ricordi dolorosi come la scomparsa di mia sorella – continua il parroco -. Questo mi ha colpito tremendamente perché era l’unica che abitava vicino a me. Le altre due, invece, abitano a Pianezza».

«Genitori svegliatevi, portate i bimbi in chiesa»

Un giovanotto di quasi 80 anni che ha un grande rammarico in cuor suo, non vedere i bimbi a Messa.
«Lo scorso anno i bambini venivano in chiesa e leggevano le letture – spiega don Gino -. E’ stata una bellissima esperienza che quest’anno non riesco più a rivivere perché i piccoli non vengono più a Messa. E sono gli stessi bimbi a dire che sono i genitori che non li portano motivando che non hanno tempo. A questi genitori dico “Sveglia!”. Ci sono invece quei genitori che li accompagnano sino alla porta della chiesa e poi li vengono a riprendere. La chiesa non è una scuola, è un luogo di culto dove le famiglie dovrebbero andare insieme. Partecipare alle attività. Questi genitori fanno così solamente perché il proprio figlio o figlia devono ricevere un Sacramento. Se così è, allora rimandiamo tutto perché a Messa non si viene, come ho già detto, solo per ricevere la Prima Comunione o la Cresima».

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