La partita calcio tra San Mauro Calcio e Collegno Paradiso finisce in rissa.

Partita calcio

La partita tra San Mauro Calcio e Collegno finisce in rissa.  Botte da orbi  infatti al campo del San Mauro. Una rissa assurda, come assurdo il contesto in cui è avvenuta, e che ha lasciato l’amaro in bocca a chi ha dovuto assistere a quello spettacolo ben poco edificante.
La scorsa settimana, sui campi del parco Einaudi, si stava disputando l’incontro tra il San Mauro Calcio, appunto, e gli avversari del Collegno Paradiso.

La rissa

A un certo punto quindi, forse dopo una scelta arbitrale non condivisa, il clima si scalda, volano parole grosse tra i genitori delle due squadre avversarie, finché l’accesa discussione non si trasforma in una rissa a tutti gli effetti. E’ stato infatti  necessario l’intervento del pubblico e dei dirigenti delle due società per dividere i due uomini e far tranquillizzare gli animi di questi tifosi troppo agitati.

Un gesto deplorevole

Un gesto deplorevole, soprattutto per l’ambiente in cui si è verificato. Un contesto in cui lo sport viene praticato come sano gioco, divertimento e momento educativo per i bambini che si avvicinano al campo di calcio con lo spirito genuino dello stare insieme ai coetanei praticando sport.
In campo, infatti, non c’erano calciatori di squadre blasonate che si stavano contendendo un’importante finale di campionato, bensì piccole promesse del pallone di 8 anni appena. Così come sugli spalti non sedevano pericolosi ultras, ma genitori, famiglie e bambini, accorsi sulle tribune per sostenere i giovanissimi atleti.
Come se non bastasse – al peggio non c’è mai fine – uno dei genitori coinvolti nella paradossale «azzuffata» si precipita poi in campo a ritirare il bambino dalla partita. Un momento di estremo imbarazzo per il bambino che in lacrime ha chiesto al papà furioso di poter rimanere a giocare insieme ai suoi compagni.

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Dal San Mauro Calcio

Luigi Milazzo, da sempre impegnato con il settore giovanile del San Mauro, è deluso. «Come San Mauro abbiamo preso posizione sull’accaduto. Chi si è reso responsabile dell’accaduto è stato allontanato. Tutto l’anno, infatti, lavoriamo per insegnare ai ragazzi quelli che sono i valori dello sport, il rispetto degli avversari prima di tutto. Quando succedono, però, dei fatti del genere tutti gli sforzi fatti vengono assolutamente pregiudicati. Per i nostri bambini il calcio deve essere prima di tutto un gioco. Il divertimento deve prevalere assolutamente sul risultato. E’ assolutamente corretto che i genitori facciano il tifo, ma questo deve restare nei limiti, senza andare a prendersela in modo intollerabile con gli avversari. Mi auguro davvero che episodi del genere non accadano più, per il bene del calcio e dei nostri bambini. Lo sport per i più piccoli è aggregazione, gruppo, divertimento e stare assieme a coetanei. Poi, se il risultato è positivo bene, altrimenti non è questo ad essere l’importante su tutto. Speriamo davvero che quello che è accaduto non avvenga più, per il bene del calcio e dei nostri bambini, che rappresentano il nostro futuro».