Porta del Canavese, il viceministro a Chivasso questa mattina, lunedì 15 gennaio.

Porta del Canavese, l’incontro

La Nuova Periferia, insieme alle associazioni Identità Comune e Sempre Avanti con il patrocinio del Comune di Chivasso, organizza il convegno «Stazione Porta Canavese-Monferrato: per dare collegamenti e sviluppi al territorio». L’incontro è moderato dalla direttrice del giornale, Piera Savio. A presentare il progetto  Carlo Fontana, presidente dell’associazione Identità Comune che ha approfondito il tema con numerosi studi.

Carlo Fontana

Il primo intervento è quello di Carlo Fontana, di Identità Comune. Fontana ha fatto notare come il territorio sia attraversato dall’Alta Velocità senza averne i benefici, e che la tratta Torino Milano ha il più basso rapporto di utenti, anche perché gli utenti sono di fatto solo quelli di Torino o a Ovest di Torino. Fontana ha poi illustrato il progetto della stazione, realizzato da Nicola Manzoni, che potrebbe sorgere lungo la strada per Montanaro. Infatti, qui già corre la linea ferroviaria Chivasso Aosta, a pochi metri dallo svincolo dell’autostrada A4 di Chivasso Centro. Vi potrebbe anche essere un interscambio tra le due ferrovie. Passando allo sviluppo imprenditoriale e commerciale locale, secondo Fontana le nuove aperture (tra tutte Amazon e Bennet) non sono la risposta. Meglio puntare sul turismo per territori che non sfruttano le proprie potenzialità anche per la mancanza di collegamenti.

Claudio Castello

Claudio Castello, sindaco di Chivasso: “La posizione di Chivasso, centrale tra Torino e Milano, ha favorito l’arrivo di aziende, anche se dal 1992 in poi le cose sono precipitate. L’area non decolla perché non ci sono infrastrutture adeguate. Area eterogenea su cui gravitano sei linee ferroviarie e dodici di bus. Servono interventi strutturali e uno di questi potrebbe essere la stazione di porta sull’Alta Velocità. Così tutta l’economia potrebbe trarne beneficio. La città si è già resa disponibile e continua ad esserlo”.

Maria Luisa Coppa

Maria Luisa Coppa, Ascom: “Le immagini di Bennet e Amazon pongono interrogativi. Spesso in campagna elettorale si promettono tante cose, ma è anche vero che si possono incontrare politici e mandare messaggio. Io parto da qui, da Bennet e Amazon, con qualche riflessione sul turismo. Vent’anni fa eravamo gli unici a parlare di turismo, come Confcmmercio. I grandi centri toccano tutta la politica, anche dal punto di vista della tassazione che spesso è ridotta. E’ un tema nazionale. I collegamenti sono indispensabili per tutte le forme di economia. Storicamente Chivasso è sempre stato snodo tra Valle d’Aosta, Vercellese, Astigiano, Milanese e ovviamente Torino. E’ vero anche che dal punto di vista turistico vorrebbe dire mettere in rete i territori dell’Unesco. Servono anche collegamenti con Torino”.

Francesco Balocco

Francesco Balocco, assessore regionale ai trasporti: “Chivasso è una delle stazioni più importanti del Piemonte. Ha una capacità limitata rispetto al numero di treni. Riuscire ad inserire collegamenti metropolitani con sistema biorario sarebbe una ottima risposta al territorio. Rfi conferma una serie di interventi pesanti entro il 2020. Investimenti importanti sulla Chivasso Aosta (passaggi a livello) superando il progetto della lunetta che escludeva Chivasso portando il collegamento direttamente con Torino. Per Porta del Canavese credo che si possa arrivare ad un accordo con Rfi e Ministero.

E’ una situazione complessa: aprire una nuova stazione sull’Alta Velocità, se non ben supportato da uno studio serio, rischia di scatenare una guerra tra poveri perché se no la chiedono tutti. Credo che le condizioni ci siano, forza del territorio notevole. Per quel che ci riguarda, noi ci stiamo e siamo disponibili anche con risorse tecniche. Resta questione Chivasso Asti, interrotta nel 2012: prossimamente altro incontro del tavolo che sta lavorando su questa linea. Possibilità della Chivasso – Brozolo, siamo andati molto avanti. Questione di modalità di gestione, da Chivasso a Brozolo non ci sono grossi problemi. Stiamo cercando di riaprire le linee sospese nel 2012 limitatamente alle risorse”.

Marco Marocco

Marco Marocco, vice sindaco Città Metropolitana: “I nostri territori chiedono in bilancio, e la stazione non basta. Il progetto è buono ma non può essere l’unico o la scusa per fare solo questo. E’ importante che i comuni deliberino chiedendo che i propri territori siano messi al centro. Già oggi, per i nostri pendolari, si deve ragionare su un percorso pubblico che ci porta a Pinerolo in un’ora o a Milano in un’ora e mezza. Ai cittadini è difficile spiegare che ci si mette lo stesso tempo ad andare a Pinerolo o a Milano.

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Le opportunità date da Amazon od altri non sono il tessuto dei comuni, perché arrivano, durano qualche anno e se ne vanno. Serve politica di trasferimenti più seria, che permetta di fare piste ciclabili, riattivare linee ferroviarie che siano essere interconnesse. Bisogna ritornare a servizi “pubblici” che non ci facciano inventare economie nuove ma che ci facciano vivere meglio il quotidiano. Facendo crescere i nostri figli all’interno del territorio. Ho dei dubbi sul fatto che il progetto possa essere accettato subito”.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini, viceministro ai trasporti: “IL vecchio triangolo industriale diventerà un quadrilatero fino al Veneto. Dal 2008 sono precipitati tutti gli investimenti, ferrovie, strade e porti. 33% in meno in sei anni su numeri molto bassi, su 45/50 miliardi. Scavando tra le carte del ministero, l’ipotesi di una stazione di passaggio qui non è un’ipotesi mai esaminata. Per arrivare allo studio di fattibilità (e me ne prendo l’impegno) serve un consenso unanime delle amministrazioni del territorio, meglio se fuori dalla campagna elettorale. Fermare ferrovie e provare a creare un ponte finanziario, se non hai un appoggio di bilancio non si arriva da nessuna parte.

Il mio impegno è sedersi quanto prima e provare ad assumere le proprie responsabilità. La scorsa settimana chiuso gli ultimi otto tavoli con Anas, in modo da lasciare il lavoro al prossimo Governo. Immagino che il dovere di chi amministra sia passare il testimone a chi arriva: queste sono le mie idee, la mia costruzione, te lo consegno pulito. Se vuoi proseguire su quello hai un percorso già tracciato. C’è bisogno di una rapidità, ed è l’impegno che prendo io, e che dal territorio arrivi un’unica voce. Così potremo metterla piano piano in piedi. Il grosso va costruito”.

I sindaci

Piera Savio passa la parola a Luigi Sergio Ricca, sindaco di Bollengo, per l’Area Omogenea dell’eporediese: “Abbiamo già parlato di questo progetto, anni fa con Carini. Il mio parere è positivo con una serie di interrogativi. Oggi pomeriggio  riparte il tavolo delle infrastrutture sul Piano di sviluppo del Canavese guidato da Confindustria. Da Ivrea a Torino 60 km in un’ora, non è una struttura di collegamento adatta ad essere identificata come supporto per il territorio. Oggi metterò sul tavolo la Porta del Canavese.

Ma per fare gioco di squadra vorrei sapere se sia fattibile e compatibile con gli standard dell’Alta Velocità. Giovedì andrò a Roma in treno, e pensare che ci stia una fermata a Chivasso significa pensare ad una linea su due livelli, più rallentata, che ferma a Chivasso e può fermare a Chiusi e Orvieto”. Precisazione di Fontana: “Non è che si ferma non è più alta velocità. In Giappone, dove è nata, sono molto più fitte che da noi. Noi confondiamo il fatto che dato che c’è una stazione il treno si debba fermare. E come se sull’autostrada uno si dovesse fermare a tutti i caselli”.

Matilde Casa, sindaco di Lauriano, per la Zona Omogenea 10: “In questi due anni, anche grazie alla collaborazione di tutti, abbiamo iniziato a fare un lavoro omogeneo. Veniamo da una Città Metropolitana con 316 Comuni, quindi mettere d’accordo tutti è non facile. Gli studi di fattibilità sono belli, soprattutto le slide sono fatti benissimo, ma servono risorse. Chivasso inizia a ragionare come chivassese, ed è un bene, ma poi ci sono i raccordi con tre o quattro zone omogenee. Da questo lavoro si può iniziare a partire. La Chivasso Brozolo è primo esempio di coesione tra i sindaci. L’Alta Velocità può creare possibilità, ma è fondamentale risolvere il problema della mobilità regionale. Altro problema è la banda larga, altrimenti ci sarà un ritorno verso i centri. Di questo dobbiamo ragionare tutti. Ma prima coesione e poi progetti”.

Federico Valetti, vice presidente commissione trasporti: “Bella suggestione che può entrare nel discorso complessivo. Sono stati annunciati investimenti statali, been vengano perché stiamo ancora subendo il passato”.