«Prima gli stranieri, poi gli italiani: vergognatevi». Angelo Arena e la sua compagna Paola Tomezzoli di Verolengo furibondi per la scelta dell’Amministrazione Borasio.

«Prima gli stranieri, poi gli italiani: vergognatevi»

Era metà agosto quando Angelo Arena e la sua compagna Paola Tomezzoli hanno lanciato un appello al primo cittadino Luigi Borasio e alla sua Amministrazione. Un appello per tornare sulla loro decisione, cioè quella di fargli condividere l’alloggio nel quale vivono da quattro anni nello stabile della scuola media di piazza Sandro Pertini con altre persone. Chiedevano ai neo Amministratori di lasciare quei locali a loro uso esclusivo ma non è stato così.

Il racconto di Arena

«Nei prossimi giorni – spiega Arena – in quell’alloggio arriveranno altre tre persone. Tre profughi. Come abbiamo spiegato in Comune e all’assistente sociale non è pensabile che noi, con due bambini piccoli, dobbiamo condividere questo piccolo alloggio, tra cui la nostra cucina, il nostro salotto e il mini bagno. La mia compagna si stava ammalando. Ma nulla, nessuno ha cambiato idea. Hanno deciso che quella era la sistemazione idonea ma per noi non è così dunque abbiamo svuotato l’alloggio e ci siamo trasferiti, temporaneamente, a casa dei miei suoceri a Borgo Revel, frazione di Verolengo. E’ una soluzione temporanea, in attesa di ottenere una casa popolare a Brusasco (anche se ci è stato detto che le possibilità sono minime perché hanno la precedenza coloro che abitano a Brusasco o nei Comuni vicini) oppure che il Comune di Verolengo ci assegni un altro alloggio. Perché quello che chiediamo al sindaco è quello di dare anche a noi una casa dove vivere. Voglio ricordare che negli anni abbiamo segnalato problemi in questo alloggio che l’Amministrazione Giachello ci aveva assegnato. Ma mai nulla per noi è stato fatto. Eppure, adesso che devono venire questi profughi i lavori di sistemazione sono partiti. Allora è proprio vero quando dicono “Prima gli stranieri, poi gli italiani”. Ma questa è una vergogna. E’ una discriminazione nei nostri confronti che saremo anche disposti a pagare un affitto minimo per una casa popolare».
Arena e la sua famiglia hanno così lasciato l’alloggio anche se mantengono ancora la residenza in piazza Sandro Pertini: «Non posso cambiare la residenza perché la sistemazione attuale è solo temporanea. Quello che mi spiace è sapere che il Comune, nonostante noi avessimo chiuso a chiave le stanze che ci erano state assegnate e ancora a noi intestate, le abbia lo stesso aperte».
Arena non si da per vinto e spera che il sindaco possa risolvere il loro problema.

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