Il tema dei mancati rimborsi dei Qui Ticket arriva in Regione Piemonte.

Associazioni sul piede di guerra

Confcommercio, Confesercenti insieme a Confcooperative del Piemonte chiedono un tavolo di crisi con la Regione Piemonte. Nel mirino i Qui Ticket che, da mesi, mettono in difficoltà gli esercizi, bar e ristoranti che li accettano. Hanno numerose difficoltà ad ottenere i relativi rimborsi dall’azienda. La richiesta arriva del tavolo di crisi arriva con la finalità di cercare forme di tutela nei confronti del debito insoluto causato dai buoni pasto non rimborsati.

L’appello alla Regione Piemonte

La richiesta è stata presentata oggi, martedì 31 luglio, nella sala Viglione di Palazzo Lascaris, sede della Regione, dove, nella pausa dei lavori del Consiglio regionale. Qui sono state audite le delegazioni dei rappresentanti degli esercenti. “Il quadro d’insieme – spiega una nota della Regione -, che riguarda diverse regioni su tutto il territorio nazionale, non è ancora ben chiaro”. “Le dimensioni del fenomeno sono tali da essere paragonabile ad una vera e propria crisi industriale. Riguarda centinaia di esercenti che rischiano di chiudere e migliaia di lavoratori”.

Interessati consiglieri e politici

Il tavolo di crisi “avrebbe lo scopo di trovare una salvaguardia per il debito degli esercenti causato, peraltro, da un appalto pubblico e per definire il perimetro del debito e lo stato dei pagamenti pubblici”. Spiega ancora la nota regionale. “L’incontro si è svolto alla presenza di numerosi consiglieri dei vari gruppi politici. E’ stato coordinato dalla vicepresidente dell’Assemblea, Angela Motta, con il consigliere segretario Giorgio Bertola, il presidente della terza Commissione Raffaele Gallo e, per l’Esecutivo regionale, l’assessora al Lavoro, Gianna Pentenero“.

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Criticità anche sul nostro territorio

La questione dei mancati rimborsi dei Qui Ticket ha interessato anche molti nostri Comuni. I buoni pasto in questione, infatti, sono gli stessi che vengono impiegati dalle Pubbliche Amministrazioni e distribuiti ai dipendenti. Il fatto che numerosi esercizi commerciali abbiano cessato, visti i mancati rimborsi, di accettarli, ha messo in discussione il sistema di “buoni pasto” in numerosi enti pubblici del nostro territorio.