Raccolta firme contro le campane e soprattutto contro i 13 rintocchi. Il sindaco Diego Marchetti non ci sta e tuona: “Andate a vivere altrove”.

Il caso “Campane”

Come dimenticare le tante polemiche che avevano tenuto banco la scorsa estate quando, a causa di un violento nubifragio, le campane della Torre civica di Cigliano si erano fermate. L’Amministrazione comunale dell’epoca, quando alla guida c’era il sindaco Anna Rigazio, aveva impiegato ben cinque mesi a ripristinare il sistema. E in quei 150 giorni circa erano state molte le parole spese contro l’inefficienza dell’Amministrazione e dei suoi uffici, della mancanza di quelle melodie che facevano sembrare il paese morto. Perché le campane come la Torre che le contiene sono uno dei simboli di questa realtà del Vercellese. Funerali, matrimoni, le funzioni del fine settimana non potevano godere di quelle melodie che caratterizzavano queste celebrazioni. Poi con l’arrivo del nuovo anno i lavori di ripristino e il ritorno dei suoni e anche i rintocchi che segnano l’orario.

La raccolta firme contro i rintocchi

E ora, ad inizio di una nuova estate ecco che le campane tornano al centro del dibattito. Questa volta il problema è il loro suono, e più precisamente i suoi rintocchi ad ogni ora e mezz’ora.
Infatti alcuni cittadini denunciano i rintocchi della mezzanotte. Quei rintocchi per i quali alcuni si stanno addirittura muovendo per organizzare una raccolta firme. La loro richiesta è quella di zittire la campana.
Una richiesta che però divide il paese perché c’è chi vuole che la campana continui con il suo normale funzionamento, e guai se qualcuno prova a spegnerla. E chi invece chiede di fermarla.

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Le parole del Don

Don Lorenzo Pasteris contattato ha spiegato: «I rintocchi sul quale si sta creando la discussione non riguardano la parrocchia perché la torre è di proprietà del Comune. Trovo però che questa polemica lasci il tempo che trova e ricordo che quando la campana è stata ferma, in tanti si erano lamentati che era un paese senza vita. Dunque…».

Il “No” del sindaco

Il diretto interessato è dunque il primo cittadino Diego Marchetti, uno dei molti esponenti che aveva sollecitato l’Amministrazione Rigazio di intervenire quando la campana era ferma.
«Noi non faremo assolutamente nulla per spegnere le campane – tuona il primo cittadino senza se e senza ma – Questa campana è il simbolo del nostro paese e mai a nessuno ha dato fastidio.
Sono una tradizione del paese, questo infatti è nato con la campana. E secondo loro, perché hanno scelto di abitare nei pressi della Torre civica io la dovrei zittire? Mai. A chi non piacciono i rintocchi della campana glie altrove, fuori da Cigliano. La nostra campana suonerà sempre».
Il sindaco è chiaro, non accetta alcuna contrattazione.

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