Trovati rifiuti radioattivi sotto lo stabilimento LivaNova Site Management di Saluggia, quello che un tempo ospitava invece la Sorin e dove lavorano migliaia di persone.

Rifiuti radioattivi sotto l’ex Sorin

Trovati rifiuti radioattivi sotto lo stabilimento LivaNova Site Management di Saluggia, quello che un tempo ospitava invece la Sorin e dove lavorano migliaia di persone. Questo è quanto scoperto in questa prima fase di indagini da parte della Procura della Repubblica di Vercelli. Un’indagine nata grazie ad un ex dipendente dell’impianto LivaNova, svelata dall’ex presidente di Legambiente Rossella Muroni, oggi invece Deputata LeU. Era stata proprio lei, infatti, a sollevare la questione attraverso un’interrogazione parlamentare nel luglio scorso. Nel documento Muroni aveva specificato anche le coordinate per trovare facilmente il punto. Nel documento del 2018 la deputata aveva scritto: «Questi rifiuti radioattivi potrebbero causare un probabile danno sotto il profilo sanitario o ambientale, disperdendo la radioattività nel terreno e mettendo in pericolo anche l’importante falda acquifera sottostante che, tra l’altro, alimenta i pozzi del più esteso acquedotto del Piemonte».

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La denuncia

E ora, appunto, che i primi esiti danno ragione a quell’uomo che ha avuto il coraggio di denunciare la situazione, è proprio lui a prendere la parola.
«Io lavoravo all’interno di Sorin Site Management come responsabile del reparto ecologia e ambiente, il nostro compito era quello di smaltire i rifiuti – spiega Carlo Alberto Tirone – Io sono venuto a conoscenza di questa situazione solamente successivamente, ad un anno dall’operazione, quando colui che aveva avuto l’incarico di seppellire quei rifiuti me lo ha rivelato. Eravamo alle macchinette del caffè quando, appunto, ha deciso di confessare quello che aveva fatto. Lavori appunto che si sono svolti nel 2007 e svolti da ditte esterne per la realizzazione di un nuovo capannone. Nel 2017 ho presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Vercelli insieme a Legambiente. Con quest’associazione, infatti, abbiamo iniziato questa importante battaglia. E in questo caso la Procura ha deciso di procedere con le indagini. Ed ecco che oggi sappiamo che al momento ci sono quattro fusti radioattivi e che ci potrebbe essere anche una parte dell’impianto del reattore che come ha detto il presidente locale di Legambiente non si sa come e dove sia stato smaltito nonostante ci sia bisogno di registrare una tracciabilità. Questa situazione è veramente molto inquietante ed è per questo motivo che l’ho denunciata. Io tutti i giorni bevo l’acqua dell’acquedotto del Monferrato ed è vero che questa è sotto controllo ma occorre ricordare che lì a 300 metri ci sono i pozzi che pescano vero dalla terza falda ma occorre prestare la massima attenzione perché i segni di un possibile inquinamento si protraggono per moltissimi anni. Tutto questo l’ho spiegato nell’esposto, al momento non sono ancora stato ascoltato».

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Ecomafie chiede gli atti alla Procura

Immediata è stata la reazione del vice presidente della Commissione Ecomafie del Parlamento Stefano Vignaroli, esponente del Movimento 5 Stelle. In una nota, infatti, chiede alla Procura il materiale dell’inchiesta: «Il rinvenimento di rifiuti sotto il piazzale dell’area ex Sorin di Saluggia è una notizia preoccupante, che se confermata rivelerebbe un interramento di rifiuti potenzialmente pericolosi di cui per decenni non si è avuta notizia. Le tematiche di sicurezza del sito erano note alla Commissione Ecomafie, che in passato ha anche svolto sul posto un sopralluogo. Nell’area di Saluggia, dove sono presenti più installazioni, era stata rilevata radioattività nelle falde acquifere, mentre in un deposito di rifiuti radioattivi denominato “bunker” è stata trovata una contaminazione da trizio. Un quadro a cui si aggiunge il rinvenimento di fusti interrati: chiederò subito alla procura di Vercelli gli atti. La valutazione della gravità del fatto, anche sulla base dei documenti che ci invierà la procura, sarà certamente oggetto di attenzione della Commissione, che sulla gestione dei rifiuti radioattivi ha già deliberato di svolgere un’apposita inchiesta».

La reazione del sindaco Barberis

Il sindaco Firmino Barberis, molto sensibile alla tematica, spiega: «Non sono stato informato di questi ritrovamenti ma appena ho appreso la notizia ho deciso che sarà mia cura contattare la Prefettura per comprendere la situazione e le future mosse che verranno adottate. Dal mio punto di vista prima bisogno comprendere quanto questi rifiuti sono radioattivi per comprendere se sono o meno un problema. Inoltre, bisogna capire cosa è stato ritrovato e attendere le analisi dell’Arpa e degli altri enti competenti. Questi ritrovamenti però non mi stupiscono perché era una prassi 40/50 anni fa interrare questo genere di rifiuti perché le conoscenze del tempo non erano così evolute come oggi dove invece viene chiesta una maggiore attenzione nello stoccaggio. Se poi, come è stato detto, nel 2007 questi rifiuti sono stati ritrovati e nuovamente seppelliti, credo che chi l’ha fatto non si sia informato in maniera corretto sulla prassi da seguire e che non ci sia stato nemmeno un controllo approfondito da chi al momento era alla guida del paese».

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